"Occupiamo gli spazi sociali, non la Libia!"

PRESIDI DI CONTROINFORMAZIONE QUESTO SABATO, 19 MARZO, DALLE ORE 16, LUNGO IL PERCORSO DEL CORTEO "ROMA NON SI VENDE" (pza Vittorio > Campidoglio)

1520
"Occupiamo gli spazi sociali, non la Libia!"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

PER RICORDARE LE PRIME BOMBE NATO SULLA LIBIA, IL 19 MARZO 2011...
 
PERCHE' QUESTO CRIMINE DI GUERRA NON SI RIPETA OGGI...
 
PRESIDI DI CONTROINFORMAZIONE QUESTO SABATO, 19 MARZO, DALLE ORE 16,
LUNGO IL PERCORSO DEL CORTEO "ROMA NON SI VENDE" (pza Vittorio > Campidoglio)
 
APPUNTAMENTO ALLE 15.30 IN PIAZZA VITTORIO, ANGOLO DEL NEGOZIO MAS
(precisamente, davanti all'uscita di Mas che dà in piazza Vittorio).
 
PORTATE VOLANTINI DA DISTRIBUIRE PRIMA DEL CORTEO
E CARTELLI DA ESIBIRE, STAZIONANDOCI IN PUNTI VISIBILI LUNGO IL PERCORSO.
 
(Il corteo inizia alle 16; ma useremo la mezz'ora prima del corteo per volantinare. Se non portate volantini, potete sempre chiacchierare con i giovani in piazza, esibendo il cartello che porterete e spiegando il motivo della nostra presenza al loro corteo.)

 
Il commento di Rete No War-Roma
 
Vogliamo ricordare l'aggressione alla Libia, iniziata il 19 marzo 2011, quando la NATO (ed alleati) hanno completamente annientato il paese più prospero -- e con il più alto tasso di scolarità e di emancipazione femminile -- di tutto il Nordafrica.

Con la scusa di eliminare un dittatore e di portare la democrazia (in realtà, hanno portato solo il caos, a disegno).  
 
Ora gli USA stanno spingendo l'Italia a guidare un secondo intervento militare in Libia.  
 
Motivo: il caos stava bene inizialmente alle multinazionali petrolifere, che sono potute tornare in Libia e dettare le loro condizioni per l'estrazione del greggio.  Ma i giochetti di potere tra fazioni ribelli sponsorizzate dai sauditi (ISIS), dai turchi, dai qatarioti (al Nusra), dagli egiziani, nonché dai paesi occidentali, ha portato al caos totale.  Ora basta, l'Occidente vuole fare piazza pulita -- almeno lungo le coste, cioè intorno ai pozzi e agli impianti petroliferi.  Ciò significa, con ogni probabilità, lasciare che l'ISIS, al Nusra, al Qaeda e le altre fazioni jihadiste si contendano tra di loro la zona centrale del paese, anche a lungo -- sarà un'ottima scusa permanente per mantenere una presenza militare occidentale lungo le coste, ossia, per tenere in cattività il popolo libico.
 
Dobbiamo dire no a questo criminale calcolo imperialista, informando la gente (convinta che Renzi vuole andare in Libia solo per eliminare l'ISIS) della vera posta in gioco.
 
C'è già un corteo previsto per il 19 marzo, "Roma non si vende" -- sfruttiamo questa occasione!  Sarà un corteo sopratutto di giovani, quindi un'occasione insperata per svegliare le loro coscienze.
 
Ma attenzione: 
 
nel fare i cartelli e i volantini, bisogna tener conto che molti di loro sono assolutamente a digiuno di qualsiasi informazione sulle guerre della NATO, sulla vera posta in gioco in Libia e sulle ragioni del pacifismo oggi. Bisogna dare informazioni PER LORO chiare e convincenti.
 
Inoltre, questi giovani saranno in corteo perché sono preoccupati per il loro futuro: il Prefetto Tronca, pur non essendo eletto, sta dettando una politica di destra, invece di badare al contingente in attesa delle elezioni di un nuovo Sindaco.  Secondo i giovani, Tronca li s-Tronca. Chiude i loro spazi autogestiti, si lancia in licenziamenti delle cooperative comunali, asseconda la precarizzazione del lavoro, privatizza i servizi comunali, accelera gli sfratti  e depotenzia il social housing e il diritto allo studio.  Quindi i giovani in piazza diranno "No al DUP (Documento unico di Programmazione voluto da Tronca) e sì ad una moratoria su sfratti-licenziamenti-privatizzazioni, almeno per il periodo del Giubileo."
 
Davanti a tutte queste preoccupazioni, un nostro discorso sulla imminente guerra in Libia può sembrare fuori luogo. Dobbiamo perciò rendere attuali a questi giovani i nostri temi.  Con slogan del tipo: "Occupiamo gli spazi sociali, non la Libia!", oppure "19 marzo 2011: distruzione della Libia -- Ora basta!  S-TRONChiamo la guerra!"

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti