Ocse: "elezioni alterate a favore di Putin"

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Ocse: "elezioni alterate a favore di Putin"

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Le forze di opposizione sono tornate in piazza per denunciare i presunti brogli elettorali che hanno portato il premier alla presidenza russa per la terza volta. Dopo le centinaia di arresti a Mosca e San Pietroburgo, l'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ha gettato ulteriori ombre sulla regolarità del voto del 4 marzo. Secondo l'Osce, infatti, le elezioni presidenziali sono state "chiaramente alterate a favore di Vladimir Putin". Malgrado tutti i candidati abbiano avuto accesso ai mezzi di informazione, a Putin è stato dato un chiaro vantaggio in termini di esposizione, aspetto che "ha posto limiti a una reale competizione tra candidati". Inoltre, hanno chiarito gli osservatori in un comunicato ufficiale, in molte circoscrizioni decine di persone hanno votato in diversi seggi, attraverso l'escamotage delle “liste supplementari” per gli elettori fuori dai loro seggi di residenza.

Di fronte al montare della contestazione, ma soprattutto a seguito delle irregolarità rilevate dagli osservatori internazionali, Putin ha incontrato personalmente tre dei suoi quattro sfidanti nella corsa al Cremlino garantendo loro che ogni abuso elettorale deve essere esaminato a fondo e i responsabili devono essere puniti.  Non c'era solo il leader comunista Ghennadi Ziuganov, capo del maggior partito di opposizione, che si è rifiutato di riconoscere la legittimità delle elezioni. Dopo l'arresto del blogger e leader dell'opposizione Alexei Navalny, c’è un clima di disfatta nel movimento anti Putin. Gli arresti durante la manifestazione di protesta pacifica di lunedì sera ha mostrato il volto repressivo del regime. L’appuntamento di sabato prossimo a Mosca sarà decisivo per il futuro della primavera russa. 

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