OTTO ANNI DI CRISI RACCONTATI DI 10 RIGHE
di Paolo Cardenà
(Vincitori e Vinti)
2008/ 2009 crisi dei mutui subprime, salta Lehman Brothers, collassa il commercio mondiale, il mondo si avvita in una profonda recessione.
Le banche centrali iniziano a pompare soldi per salvare i vari sistemi bancari. Le banche italiane ne escono sostanzialmente illese.
2010 si scopre che la Grecia ha taroccato i conti (lo sapevano tutti).
2011 crisi della bilancia commerciale dei paesi periferici DELL'EUROZONA. I creditori hanno paura di prestare a debitori privati già altamente indebitati. Esplode il costo del debito pubblico che nel frattempo, in alcuni paesi, è aumentato significativamente. Si teme l'insolvenza di soggetti privati e pubblici.
Crisi del debito sovrano in Eurozona. Draghi arriva alla guida della Bce e concede 1000 miliardi alle banche, in larga parte utilizzati per comprare debito pubblico.
In Italia arriva l'epoca dei governi tecnici.
Occorre distruggere la domanda interna per riequilibrare la bilancia commerciale e quindi tranquillizzare i creditori. Tasse a volontà. E' la stagione dell'austerity. Crollano le importazioni e viene riequilibrata la bilancia commerciale. Ma le imprese vanno in crisi per via della distruzione della domanda interna. Aumenta la disoccupazione. I debitori non pagano i prestiti contratti con troppa facilità all'epoca del credito facile. Il sistema bancario imbarca sofferenze e va in crisi. I risparmiatori vengono chiamati a ripianare le perdite delle banche.
Conclusioni: i prestatori di ultima istanza sono i contribuenti e i risparmiatori.
Se lo racconti non ti credono.

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