Parigi e Berlino divise sulla governance europea

Dissidio tra le due delegazioni al primo giorno di vertice europeo. Compromesso sull'unione bancaria ma no al commissario dell'euro

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Nel primo dei due giorni di vertice del Consiglio dell'Unione Europea in corso a Bruxelles e conclusosi solo in tarda notte, Germania e Francia hanno mostrato tutta la loro divisione sulla governance economica.
Prima di partire per la capitale belga, il cancelliere tedesco Angela Merkel aveva espresso l'intenzione al Bundestag di richiedere un potere diretto d'intervento nei bilanci nazionali da parte dell'UE. Durante il vertice di ieri, tuttavia, questa proposta tedesca è stata fortemente osteggiata dal presidente francese Hollande, secondo cui la Merkel starebbe pensando in primis alle elezioni che si svolgeranno in Germania il prossimo settembre e non agli interessi dell'Unione Europea. "L'oggetto della riunione di oggi non è l'unione di bilancio ma l'unione bancaria", ha detto subito appena arrivato a Bruxelles il presidente francese Hollande. Accontanata quindi per il momento l'idea del super commissario dell'euro, lanciata nei giorni scorsi dal ministro delle finanze tedesco Schauble, giudicato “non necessario”, anche dal primo ministro italiano Mario Monti. Il premier ha aggiunto che lo stesso presidente della Commissione, Jose' Barroso, "ha chiarito come già il commissario per gli Affari Economici e Monetari abbia poteri speciali all'interno della Commissione. Se in passato ci sono stati problemi non è stato per la debolezza delle decisioni prese dalla Commissione, ma perché in questa materia le decisioni sono soggette all'approvazione del Consiglio. Quindi non paiono necessari a nessuno a questo punti nuovi meccanismi o super commissari".
Nella notte è stato raggiunto un primo accordo sulla supervisione unione bancaria. Un compromesso al ribasso, che consente ai leader di salvare la faccia perché lascia immutata la scadenza di fine anno, ma limita il livello di ambizione degli obiettivi. Anziché "completare" la proposta di legge entro il 31 dicembre i 27 si impegnano a trovare un'intesa tra Consiglio e Europarlamento per "la sua cornice legale". Il meccanismo di supervisione bancaria sarà pienamente operativo agli inizi del 2014 per tutte le 6mila banche dell'eurozona, anche se la sua entrata in vigore comincerà progressivamente agli inizi del 2013.  "Sulla vigilanza, la qualità viene prima della velocità", ha dichiarato la Merkel, e "non basta la sola decisione sulla vigilanza europea per la ricapitalizzazione diretta delle banche". Peccato che questo principio si scontri con l'urgenza della ricapitalizzazione necessaria alle banche spagnole, che da mesi si porta dietro la pressione dei mercati sui titoli del debito pubblico di Madrid indebolendo l'eurozona. Il compromesso sui tempi di attuazione pone un problema non da poco alla Spagna, che, come scrivono questa mattina i quotidiani, starebbe ad un passo dal richiedere ufficialmente gli aiuti europei.

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