Pepe Escobar -L'Iran ha consegnato agli Stati Uniti un avviso di sfratto

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Pepe Escobar -L'Iran ha consegnato agli Stati Uniti un avviso di sfratto

 

di Pepe Escobar Sputnik

[Traduzione a cura di: Nora Hoppe]

La nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, 57 anni, scelta dall'Assemblea degli Esperti, finora non ha pronunciato una sola parola pubblicamente.

L'IRGC parla a suo nome. Fin dall'inizio, Mojtaba fu il candidato preferito per succedere all'Ayatollah Khamenei, l'uomo che pianificò con meticolosità come spezzare la schiena dell'Impero.

L'IRGC sta ora mostrando a tutto il pianeta, in particolare al Sud Globale, cosa si celava dietro la "moderazione" consigliata da Khamenei per anni.

Nel giro di pochi giorni, l'IRGC ha accecato i radar statunitensi su tutto lo spettro dell'Asia occidentale; ha armato lo Stretto di Hormuz, mandando l'economia globale in crisi; e ha consegnato a Washington quello che, a tutti gli effetti, equivale a equivale a un invito alla resa.

Queste sono solo alcune delle condizioni più rilevanti per un possibile cessate il fuoco – ammesso che Teheran si fidi mai degli Stati Uniti e della loro volontà di rispettare gli accordi:

  1. Rimozione di tutte le sanzioni contro l'Iran e rilascio di tutti i beni congelati dell'Iran.
  1. Riconoscimento del diritto dell'Iran di arricchire l'uranio sul proprio suolo.
  1. Piena compensazione per i danni causati dalla guerra imposta.
  1. Estradizione dei 5° colonnisti iraniani all'estero e fine delle campagne mediatiche orchestrate contro Teheran.
  1. Nessun attacco contro Hezbollah in Libano o Ansarallah in Yemen.
  1. Lo smantellamento di tutte le basi militari statunitensi in Asia occidentale.

Fatevelo entrare bene in testa. Qui abbiamo l'Iran che dice all'esercito che si autodefinisce il più potente della storia del mondo, in modo iperbolico, di arrendersi.

Ora aggiungiamo la situazione con il Comandante della Forza Aerospaziale dell'IRGC.

Majid Mousavi annuncia che, "dopo aver neutralizzato gli strati di difesa aerea statunitensi nella regione, l'Iran sta passando a una nuova dottrina missilistica. D'ora in poi, non verranno utilizzati più missili con testate leggere di 1 tonnellata. Ondate di attacchi missilistici saranno più frequenti e più diffuse."

Questo si sta già traducendo, in pratica, nel lancio da parte dell'IRGC di altri missili balistici a propellente solido a medio raggio Kheibar Shekan, come è accaduto all'inizio di questa settimana su Tel Aviv e sulla Quinta Flotta statunitense in Bahrain.

Il codice per questa prima operazione, in modo significativo, era "Labbayk ya Khamenei". Significa "Al Suo servizio, o Khamenei". Leggetela come la prima operazione iraniana esplicitamente dedicata al nuovo Leader Supremo.

Il Kheibar Shekan – gittata di 1.450 km – è mobile su strada; pronto per essere lanciato da un camion in meno di 30 minuti; vola sotto guida satellitare con un veicolo di rientro manovrabile che esegue l'evasione terminale a zigzag a velocità che l'IRGC afferma raggiunge fino a Mach 10.

E sì: d'ora in poi trasporta testate da 1 tonnellata. Questo raddoppia il raggio d'esplosione e la potenza distruttiva di ogni missile, tanto quanto raddoppia, triplica o quadruplica l'Inferno dell’Intercettore USA-Israele.

Un intercettore Patriot PAC-3 costa 4 milioni di dollari. Un intercettore THAAD costa 12,7 milioni di dollari. Un Arrow-3 costa 3,5 milioni di dollari. Sono stati tutti metodicamente e serialmente distrutti dall'IRGC.

In pratica, da ora in poi il Sindacato Epstein deve utilizzare più intercettori – che non hanno – per ogni missile in arrivo per forse raggiungere la stessa probabilità di successo.

E poi ci sono i missili Khorramshahr-4: a combustibile liquido, con una gittata da 2.000 a 3.000 chilometri, con testate ancora più pesanti da 1.500 a 1.800 chilogrammi, con veicoli di rientro manovrabili alimentati da propulsori.

Stiamo parlando delle testate convenzionali più pesanti nell'arsenale iraniano, lanciate fianco a fianco con le Kheibar Shekan aggiornate.

Tutto in nome di "Labbayk ya Khamenei". La simbologia la dice incommensurabilmente lunga.

Umiliazione, non negoziazione

Questi sono gli ultimi fatti innegabili sul campo di battaglia.

Supponendo che qualcuno a Washington con un QI superiore alla temperatura ambiente si sia preso la briga di spiegarli alla Casa Bianca, non sorprende che Trump ora si vanti che la guerra è "molto completa". Tra l'altro, ciò è successo dopo la sua telefonata di un'ora al presidente Putin, richiesta dalla Casa Bianca.

Il resoconto di Mosca, rilasciato dall'imperturbabile consigliere presidenziale Yuri Ushakov, contiene questa perla di giada:

“Il presidente russo ha espresso numerose idee volte a raggiungere una rapida risoluzione politica e diplomatica del conflitto iraniano, tenendo conto dei dialoghi che ha avuto con i leader degli Stati del Golfo, con il presidente dell'Iran e con i leader di diversi altri Paesi."

Questo è gergo diplomatico per dire che Putin racconta agli americani alcuni fatti duri della vita e si offre volontario per trovare quella bella sfuggente via di uscita.

Cioè: supponendo che Teheran voglia collaborare.

Secondo l'incessante propaganda di Washington, i proverbiali leccapiedi della Beltway stanno esortando Trump a "formulare un piano per il ritiro degli Stati Uniti dalla guerra", annunciando che "l'esercito ha in gran parte raggiunto i suoi obiettivi" (anche se non è stato così).

Il fatto è che la Casa Bianca ha già chiesto a Turchia, Qatar e Oman di trasmettere a Teheran le proposte americane di cessate il fuoco.

La risposta iraniana è riassunta qui:

"I negoziati con gli Stati Uniti non sono più all'ordine del giorno."

- Abbas Araghchi, Ministro degli Esteri

Presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf: "Non stiamo PER NIENTE cercando un cessate il fuoco. Crediamo che l'aggressore debba essere colpito in bocca affinché impari una lezione e non pensi mai più nemmeno di attaccare il caro Iran."

Il che ci porta ancora una volta al motivo per cui Trump si vanta senza sosta di "stiamo vincendo", chiama il presidente Putin mentre la guerra infuria, e solo poche ore dopo Putin ha proclamato con fermezza il suo "sostegno incrollabile" all'Iran e al nuovo Rahbar ("Leader"), Mojtaba Khamenei.

La risposta, inevitabilmente, è Trump che cerca una rampa d'uscita. La maggioranza assoluta del pianeta, così come parecchi attori in terre vassalle, stanno già incolpando gli Stati Uniti per il crollo dell'economia globale.

Questo perché tutta la continuità del governo, avviata dall'Ayatollah Khamenei ucciso, è estremamente fiduciosa di poter far cadere il Sindacato Epstein in ginocchio, insanguinato.

L'Ayatollah Khamenei ha realizzato quella che potrebbe essere passata alla storia come il più grande colpo di scena nella geopolitica del XXI secolo. Tutto merito della sua chiarezza di visione, resistenza, sacrificio personale e della pianificazione meticolosa e sconcertante della strategia di difesa mosaica, ora in atto.

Ciò che l'Iran sotto Mojtaba Khamenei vuole ora – e questo è un consenso nazionale – è una vittoria inequivocabile. L'Impero del Caos, del Saccheggio e degli Attacchi Permanenti, con il suo ethos "Se non mi piaci, ti uccido", deve essere pienamente umiliato.

 

 

 

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