Per l'indipendenza, la Scozia deve pensare a una propria moneta
Una Scozia indipendente ma nella sterlina sarebbe in una condizione peggiore anche dei paesi dell'euro
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Pur dichiarando di non avere una posizione sull'indipendenza della Scozia, Paul Krugman sul suo blog The coscience of a liberal sostiene, come americano, di preferire le grandi democrazie ma di comprendere le frustrazioni scozzesi a restare legati alle politiche economiche di David Cameron.
Che sia una buona idea o meno, prosegue il premio Nobel per l'economia, l'indipendenza della Scozia deve essere basata su solide fondamenta monetarie e da questo punto di vista il movimento indipendentista è preoccupante perchè sostiene come la Scozia semplicemente resterà nella sterlina. Ma è molto più complesso di quello che potrebbe sembrare: in primo luogo, l'Inghilterra non può impedire alla Scozia di usare la propria moneta, così come gli Stati Uniti non possono impedire all'Ecuador di usare dollari. Ma la lezione da trarre dalla crisi dell'euro è che condividere una moneta unica senza avere un governo federale è molto pericoloso.
Una Scozia indipendente, ma nella sterlina sarebbe, prosegue Krugman, in una condizione anche peggiore dei paesi dell'euro, perchè la Banca d'Inghilterra non sarebbe in nessun obbligo di agire come prestatore di ultima istanza per le banche scozzesi – vale a dire anche meno responsabilità per la stabilità finanziaria locale della Bce pre-Draghi. A questo, bisogna poi aggiungere la mancanza di integrazione fiscale: la domanda non è se la Scozia pagherà in media più o meno tasse se indipendente, probabilmente ne pagherebbe meno, ma la domanda è quello che accadrebbe se qualcosa dovesse andare male, se, in altre parole, ci fosse una recessione. Parte del Regno Unito, la Scozia riceverebbe un aiuto de facto, come uno stato americano o il Galles. Da sola, sarebbe sola, come il Portogallo.
Una Scozia indipendente avrebbe sicuramente un'alto tasso di mobilità del lavoro – assumendo che riuscirà in qualche moda a entrare nell'Ue anche se è tutt'altro che scontato e potendo contare sulla lingua in comune con l'Inghilterra. Ma non è necessariamente un'ottima notizia: quello che stiamo vedendo in paesi come il Portogallo è un'emigrazione di massa di giovani lavoratori, lasciando una popolazione diminuita e più vecchia con il carico fiscale da sopportare.
Anche se le lamentele scozzesi sono comprensibili, se i scozzesi vogliono continuare con questa iniziativa, conclude Krugman, farebbero bene a pensare a una propria moneta.

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