Per Netanyahu è il momento di scelte coraggiose

937
Per Netanyahu è il momento di scelte coraggiose

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Nella sua rubrica bisettimanale per The Washington Post, Israel stronger than ever, Fareed Zakaria, sostiene che il primo ministro Benjamin Netanyahu, grazie all'alleanza di governo con il partito moderato di Kadima, ha l'opportunità di utilizzare il potere politico acquisito per assicurare un futuro di pace al paese. Mentre in passato il leader conservatore aveva rifiutato di formare un governo nazionale con Shimon Peres nel 1996 e con Tzipi Livninel 2009, Netanyahu possiede oggi la maggioranza parlamentare più grande nella storia del paese e deve utilizzare questi numeri per riattivare il dialogo con i palestinesi.
Secondo Zakaria, Israele è un paese che attraversa un periodo di particolare forza: il suo Pil ha superato quello dell'Italia (a 31,000 dollari all'anno); il World Economic Forum’s Global Competitiveness Index l'ha posizionata al sesto posto per capacità d'innovazione; è dietro solo a Cina e Stati Uniti come compagnie quotate alla Nasdaq; e militarmente è la prima potenza regionale, grazie agli aiuti americani e ad uno dei maggiori arsenali nucleari del mondo, stimato in circa 200 missili. Infine, il Muro ha risolto i problemi degli attacchi suicidi palestinesi, rendendo il territorio più sicuro. Anche la minaccia iraniana, giudicata da Nethanyau e molti dell'entourage governativa come in grado di minacciare l'esistenza stessa del paese, è stata recentemente ridimensionata da molti leader israeliani: l'alto dirigente del Mossad, Tamir Pardo, ha dichiarato che Teheran “non rappresenta una minaccia esistenziale”; il capo di stato maggiore israeliano Benny Gantz ha descritto il regime iraniano come “razionale”; infine il capo del partito Kadima ed ora vice presidente, Shaul Mofaz, ha detto che un attacco israeliano all'Iran produrrebbe una guerra regionale, senza fermare il programma nucleare iraniano, rimarcando come “la minaccia che Israele diventerà uno stato binazionale è molto più seria di quella nucleare iraniana”. 
Anche Peter Beinart in “La crisi del sionismo” sottolinea come il vittimismo tipico della politica israeliana ha impedito ad Israele di focalizzarsi sulla peggiore minaccia che incombe sul paese: la demografia. Se non ci saranno progressi sulla soluzione dei due stati, arriverà il momento in cui Israele non sarà in grado di governare su milioni di palestinesi senza dar loro il diritto di voto ed a quel punto cesserà di essere uno stato ebraico. In passato, Netanyahu ha fieramente sostenuto l'etica della sopravvivenza: per decenni ha sostenuto che Israele era in pericolo imminente come nel periodo nazista, si è opposto nel 1993 agli accordi di Oslo firmati da Yitzhak Rabin e Simon Peres, definendo quest'ultimo “peggio che [Neville] Chamberlain.”, e ha sempre sostenuto che lo smantellamento delle colonie ebraiche creerebbe una West Bank “Judenrein” (“territorio libero da ebrei”, frase utilizzata dai nazisti). Israele deve fronteggiare pericoli reali, come vicini ostili, in cui serpeggia un sentimento crescente anti semita, oltre alla debolezza dell'Autorità Palestinese ed il radicalismo del gruppo fondamentalista Hamas che non agevolano la ripresa del processo di pace. Tuttavia, Nethanyau, conclude Zakaria, ha il potere sufficiente per decisioni storiche senza doversi solo preoccupare della sua sopravvivenza politica. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti