Perchè l'astensione non è un'alternativa alle prossime elezioni europee. Guest Post di ScenariEconomici
Il 25 maggio sarà un momento storico. A voi la scelta, ma che scelta sia...
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Vi proponiamo un post molto bello pubblicato oggi da Scenari Economici sulle ragioni per cui il 25 maggio prossimo l'astensione non deve essere un'opzione per nessuno. Per assoluta lontanza ideologica e per gli anni di spartizione del potere, in cui hanno rinunciato a ogni promessa elettorale per una regione, un comune o una legge elettorale più clemente, non ritengo la Lega Nord e Fratelli d'Italia soluzioni credibili. Con l'unica eccezione straordinariamente positiva della candidatura indipendente di Claudio Borghi, a cui va dato merito a Matteo Salvini, e con la speranza che la battaglia di civiltà contro l'euro sia per quei due partiti un primo passo di redenzione e non il solito sotterfugio politico - sfruttare prima delle elezioni un tema popolare in modo da conservare il maggior numero di poltrone possibili e poi fare esattamente l'opposto di quello che si era detto - che li ha resi fino ad oggi così ben integrati nel tessuto decisionale della politica italiana. Ai posteri...
Lo spirito del post di Scenari Economici lo sottoscrivo in pieno: il 25 maggio, nonostante l'irrilevanza politica di quel "simulacro" di democrazia che è il Parlamento europeo, il momento sarà storico e ognuno dovrà prendersi la responsabilità di una scelta. Da un lato ci sono i partiti di regime che getteranno anche a Bruxelles la maschera delle "larghe intese europee". Partiti responsabili della macelleria sociale, privatizzazioni selvagge e del dramma della disoccupazione di massa dell'Italia e dell'Europa. Dall'altra parte c'è chi a quel sistema si contrappone. Un non voto è un voto dato allo status quo e a chi non aspira a nulla di meglio che portare la gente all'astensione per disperazione e conservare così il loro potere.
Lo spirito del post di Scenari Economici lo sottoscrivo in pieno: il 25 maggio, nonostante l'irrilevanza politica di quel "simulacro" di democrazia che è il Parlamento europeo, il momento sarà storico e ognuno dovrà prendersi la responsabilità di una scelta. Da un lato ci sono i partiti di regime che getteranno anche a Bruxelles la maschera delle "larghe intese europee". Partiti responsabili della macelleria sociale, privatizzazioni selvagge e del dramma della disoccupazione di massa dell'Italia e dell'Europa. Dall'altra parte c'è chi a quel sistema si contrappone. Un non voto è un voto dato allo status quo e a chi non aspira a nulla di meglio che portare la gente all'astensione per disperazione e conservare così il loro potere.
A voi la scelta, ma che scelta sia. Altrimenti non avrete più nessuna legittimità per chiedere in futuro un "cambiamento" e rimarrete per sempre, ma sarà stata una vostra consapevole responsabilità, intrappolati nel circolo vizioso gattopardiano tipico di questo paese e di questa Unione Europea.
Non e’ mio costume fare dichiarazioni di voto esplicite, anche perche’, se nel passato t’e’ capitato incidentalmente di votare qualcuno, che oggi propone “dentiere gratis”, “detrazione spese veterinarie” e di spendere 30-35 miliardi per “portare le pensioni minime a 1.000 euro”, non hai la credibilita’ per dare suggerimenti. Comunque, ciascuno di noi e’ orfano di una cantonata, per cui vado avanti.
Detto questo, trattasi di elezioni europee con un significato particolare, ed a differenza del passato non sono una sorta di “sondaggione” per misurare gli equilibri politici interni, ma sono elezioni in cui in qualche maniera il tema “di quale Europa” vogliamo, appare centrale.
La faccio semplice: per capire la cura, bisogna fare una diagnosi.
Chi vi propone una “cura” senza aver fatto una “dignosi” credibile, e’ semplicemente un ciarlatano.
Perche’ l’Italia (e per certi versi l’Eurozona) e’ in una sorta di crisi irreversibile?
Qui le tesi si sprecano, ma sostanzialmente sono tre.
1) L’Italia e’ in crisi essenzialmente per cause interne, connesse alla Casta, alla Burocrazia, all’elevata Tassazione, alle ruberie, all’evasione fiscale, all’inefficienza della PA e delle Spese Pubbliche. In sintesi la causa del declino nazionale e’ lo Stato e la sua classe dirigente (questa e’ la Tesi prevalente, sostanzialmente portata avanti dalla Casta stessa)
2) L’Italia e’ in crisi essenzialmente per cause interne, connesse ad un tracollo della “produttivita’”, a sua volta legate tanto all’inefficenza pubblica, quanto agli scarsi investimenti privati (tesi Zingales)
3) L’Italia e’ in crisi perche’ ha una struttura economica che non si sposa con in Cambi Fissi, e quindi con l’Euro, e cio’ sta facendo collassare il sistema produttivo privato, e’ porta ad un progressivo impoverimento generalizzato (tesi portata avanti dagli euroscettici).
Ovviamente ciascuna delle tesi di cui sopra ha un fondo di verita’. Detto questo, la tesi 2), per quanto sia vero che vi sia un problema di produttivita’, e’ senza il minimo dubbio riconducibile essenzialmente alla tesi 3): infatti v’e’ un legame evidente tra andamento della produttivita’ del lavoro ed adozione dei cambi fissi come spiegato molto bene analiticamente in questo articolo del prof. Alberto Bagnai, di cui pubblichiamo l’andamento della produttivita’ di Italia e Germania da cui traspare in modo chiaro che l’Italia ha perso terreno sulla Germania con l’adozione dei cambi fissi, dopo il 1996 (ed analogamente a fine anni 70 e poi a fine anni 80 con lo SME) mentre ha avuto andamenti analoghi o migliori della Germania in presenza della Lira fluttuante. Nessun altro parametro di cui al punto 1) e’ in grado di spiegare in modo compiuto tali divergenze di andamento anno per anno. Analogamente la tesi degli scarsi “investimenti” non e’ supportata dai dati: nel corso degli anni 2000, la Germania ha avuto un andamento di Investimenti in rapporto al PIL al minimo storico, nonche’ inferiori a quelli dell’Italia.

(fonte goofynomics)
Tra i 1.000 grafici che descrivono l’andamento dell’Italia, c’e’ quello della “Performance relativa della produzione industriale italiana rispetto a quella tedesca”. Chiaramente, nessuno dei parametri di cui al punto 1) quali andamento della corruzione, della tassazione, della spesa pubblica, dell’evasione, dell’appesantimento burocratico, etc e’ in grado di “spiegare” compiutamente l’andamento produttivo Italiano rispetto a quello tedesco, che invece ha una perfetta aderenza con l’adozione dei cambi fissi (l’Italia ha sempre avuto una miglior variazione produttiva in presenza di cambi liberi, mentre ha sempre visto crollare la produzione in rapporto alla germania in presenza di cambi fissi). Se si prendono, uno per uno, tutti gli indicatori economici fondamentali, e si fa con pazienza l’esercizio (cosa che abbiamo fatto attraverso una miriade di post) si deduce con chiarezza, che l’adozione dei cambi fissi e’ la spiegazione piu’ immediata a capire il collasso nazionale.

In conclusione, la Diagnosi e’ che l’Italia e’ un paziente il cui male di fondo, e’ l’adozione dei Cambi fissi, letteralmente devastante per il sistema privato nazionale. Il legame tra adozione Cambi Fissi, e Declino economico, e’ incredibilmente fedele ed immediato. Ovviamente, cio’ non vuol dire, che i “mali storici” del belpaese non siano concause serie del declino stesso (che pero’ non hanno impedito buone performance del settore privato in presenza di cambi liberi, e che tendono a dare spiegazione degli andamenti in un’ottica di lungo periodo). In sintesi, il paziente Italia ha necessita’ a breve termine di un’operazione (“uscita da Euro”) e poi dovra’ seguire una terapia di lungo periodo per guarire dai propri mali storici.
Quanto sopra e’ confermato dalle dichiarazioni di fondo di Premi Nobel e dalla quasi totalita’ degli Studi Economici condotti sul break-up dell’Euro. Quanto alla terapia di lungo periodo, abbiamo ampiamente scritto in proposito, perfettamente consci che non esistono “magie” che risolvono la questione da un giorno all’altro.
Il Voto alle Europee come opportunita’ per cambiare la situazione
Partiamo da alcune premesse:
La classe politica nazionale e’ decisamente screditata. Lo e’ meno quella aderente al Movimento 5 Stelle, in quanto non ha mai governato.
Se l’Italia prosegue come negli ultimi 15 anni, nell’euro e con le attuali politiche, inevitabilemnte continuera’ a declinare ed impoverirsi.
Qualsiasi richiesta di “piu’ europa” (eurobond, QE massivi, rottura dei trattati, etc) si scontra e si scontrera’ col NEIN della Germania ed in generale della Popolazione Tedesca, contraria a politiche di questo tipo.
Un’affermazione delle formazioni euroscettiche certamente accelerera’ processi di cambiamento
Il Break up dell’Euro e’ qualcosa di inevitabile (e non solo per ragioni economiche, ma anche e soprattutto politiche), ma certamente non avverra’ in occasione di queste elezioni europee. Verosimilmente accadra’ in occasione di un’altra crisi planetaria, o a seguito dello sfilarsi di uno dei suoi membri.
Pertanto:
E’ essenziale per l’Italia “cambiare registro e contesto”, velocizzando il processo di uscita dall’euro. Il voto alle formazioni euroscettiche, che propongono in modo piu’ o meno netto l’uscita dall’eurozona, e’ certamente un’opportunita’, per quanto certamente “non risolutiva” in questa fase.
In questo contesto, formazioni pur compromesse, hanno saputo in parte rinnovarsi, come la Lega Nord (che candida una persona di assoluto spessore economico quale il professor Borghi) e Fratelli d’Italia per AN, che si sono schierate in modo esplicito (magari per scopi puramente elettorali) per l’Uscita dell’Italia dall’Euro. Anche il Movimento 5 Stelle, formazione piu’ consistente e meno compromessa, ha proposto l’adozione di un Referendum per il ritorno della valuta nazionale, che certamente non e’ sufficiente, ma e’ pur sempre qualcosa nella direzione giusta.
Sul fronte opposto vi sono formazioni di vario tipo, a partire dal Partito Democratico e Forza Italia, protagoniste da anni ed anni di fallimenti, che oltre a fare a gara a chi fa le regalie elettorali piu’ consistenti (dai 10 miliardi ai dipendenti ai 30 miliardi delle pensioni minime a 1000 euro), difendono l’EURO e propongono un’improbabile disfida con la Germania in Europa (sostenendo il PD un Tedesco e FI l’uomo proposto dalla Merkel), che non andra’ mai a buon fine, e che se comunque funzionasse parzialmente, certamente non curera’ il paziente Italia e non impredira’ l’arresto del declino.
A voi tirare le somme.
GPG
PS: …. scrivo quest’articolo, nella tragica consapevolezza che langhissima parte degli Italiani, pur se perfettamente consapevole della situazione economica disastrosa del paese, alla fin della fiera, si farà’ ingabbiare nella rete a strascico della “dentiera gratis”, degli “80 euro d’aumento”, della “pensione minima a 1.000 euro” o di qualche altra nociva castroneria…. inutili pozioni antidolorifiche che vanno per la maggiore in questo disastrato paese.

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