Perché Trump ha smesso di bombardare lo Yemen

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Perché Trump ha smesso di bombardare lo Yemen

 

Non hanno prodotto i risultati sperati e sono costati cari agli Stati Uniti, ecco perché Donald Trump ha sospeso i bombardamenti contro gli Houthi nello Yemen.

Lo ha riferito lunedì il New York Times, citando documenti del Pentagono e conversazioni con gli alleati. 

Nell’articolo, il media della Grande Mela ha svelato che nei primi 30 giorni della devastante campagna militare, il movimento yemenita ha abbattuto sette costosi droni statunitensi MQ-9, e gli Stati Uniti a loro volta hanno "bruciato" armi e munizioni per un valore di circa 1 miliardo di dollari. 

Inoltre, sono stati perso due caccia F-18 Super Hornet, ciascuno del valore di circa 67 milioni di dollari, che si trovavano sulla portaerei USS Harry Truman. 

Dunque, la pazienza di Trump si è esaurita dopo questo episodio e l'amministrazione ha iniziato a cercare altre opzioni. L'Oman, che sta mediando nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, ha offerto all'inviato speciale Steve Witkoff un'opzione in base alla quale gli Stati Uniti avrebbero smesso di bombardare lo Yemen e gli Houthi avrebbero interrotto i loro attacchi alle navi statunitensi nel Mar Rosso. 

La scorsa settimana, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato la fine dell'operazione e Trump, nel comunicarlo, ha confermato che i leader del movimento avevano promesso "che non avrebbero più aperto il fuoco contro le navi". 

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