Portogallo: un caso da manuale

Lisbona dimostra come l'austerità durante la triplice crisi debito-deflazione-settore bancario alimenta il deficit

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Portogallo: un caso da manuale

Nella sua intervista per l'Express del 4 luglio, Yanis Varoufakis analizza l'attuale situazione di crisi politica in Portogallo, e sostiene, utilizzando spesso il paragone con quanto già avvenuto in Grecia, come la troika non erogherà la nuova tranche di aiuti previsti dal programma di salvataggio fino a quando il governo Coelho non dimostrerà di esser tornato stabile. 
Con tagli complessivi per 4,7 miliardi quest'anno, la situazione attuale del Portogallo dimostra come l'austerità abbia fallito nel contenere il deficit di bilancio e, al contrario, ha innescato il circolo vizioso di debito-deflazione. Il Portogallo offre proprio, secondo Varoufakis, un caso studio di come l'attuazione entusiastica di austerità nel mezzo della triplice crisi debito-deflazione-settore bancario alimenta il deficit. 
Alla domanda se Lisbona riuscirà a finalizzare il programma di bailout previsto per la metà dell'anno, Varoufakis risponde che, come in Grecia ed in Irlanda, il Portogallo ha debiti che semplicemente non possono essere coperti. L'Eurozona sta semplicemente facendo finta di occuparsi del problema, ma il prossimo anno dovrà prendere una scelta definitiva: annullare una parte consistente ed ammettere che i debiti non possono essere ripagati con politiche deflazionistiche; o, d'altro lato, estendere le misure d'austerità, continuare a fare finta di niente e trovare il modo di erogare nuovi prestiti al Portogallo. La speranza è che si opti per la prima soluzione, ma è probabile, prosegue nella sua analisi Varoufakis, che l'euro zona cercherà di spostare il bailout del Portogallo dal Mes-Fmi ad i fondi indiretti del programma di acquisto incondizionato della Bce (OMT). Per farlo la troika avrà bisogno di un nuovo Memorandum d'Intesa con Lisbona, possibilmente senza il Fmi. 
Varoufakis, nel proseguo della sua intervista, non esclude che la crisi politica aperta dalle dimissioni di Portas, leader del partito di minoranza del PP nella coalizione dell'esecutivo, da ministro degli esteri (parzialmente rientrata con l'accordo dell'8 luglio, ndr) possa portare ad un governo tecnico anche in Portogallo. In una situazione in cui Lisbona non ha accesso finanziario diretto ed il governo potrà tornare nei mercati dei bond il prossimo anno solo con l'ombrello dell'Omt, i mercati sono abbastanza indifferenti se il Portogallo è guidato direttamente da tecnici di Francoforte e Berlino.  
La questione centrale resta quella che il debito della periferia è insostenibile e non solo in Portogallo. Imposto in parallelo a misure di svalutazione interna, conclude Varoufakis, le  alternative all'ammissione di un errore di fondo e la rinegoziazione generale dei debiti restano solo un nuovo bailout o l'ombrello protettivo continuo dell'Omt.

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