Prima guerra mondiale, i veri eroi da celebrare 100 anni dopo

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Prima guerra mondiale, i veri eroi da celebrare 100 anni dopo

Ci si sente schiacciati dallo sfoggio di sciovinismo bellicoso, in questo 4 novembre 2018 chiamato “giorno della vittoria nel centenario della grande guerra”. Un’intossicazione di bellicosi inni di Mameli, marce militari con divise della prima guerra mondiale (quelle non crivellate di colpi), celebrazioni di generali “eroi”…  

Un'esaltazione indecente, di fronte a sedici milioni di morti, sia militari che civili, e 20 milioni di feriti (compresi gli amputati e gli sfigurati).

Ed ecco i veri eroi da celebrare: chi si oppose attivamente a questo crimine di massa. I contadini e i soldati della Russia rivoluzionaria: una rivoluzione che decise subito di uscire dal conflitto. Chi nei paesi belligeranti fece campagna per il neutralismo. Le donne e gli uomini che manifestarono contro la guerra. I soldati al fronte che dissero no: circa 870.000 denunce per “renitenza, diserzione, rifiuto degli ordini, disfattismo, fraternizzazione con il nemico”, centinaia di migliaia di processi, 7.000 condanne a morte. Di queste, nella sola Italia ne furono eseguite mille: mille soldati giustiziati come disertori o decimati – cioè estratti a sorte da reparti ritenuti “vigliacchi” e passati per le armi per dare l’esempio.

E’ in corso una campagna per la loro riabilitazione collettiva perché, come recita una lettera spedita al presidente Mattarella e a papa Francesco, erano esseri umani che non volevano morire per niente, e che rifiutavano di uccidere altri umani con diversa divisa. E poi è da ringraziare Ernst Freidrich, pacifista nato nel 1894, obiettore di coscienza durante la prima guerra mondiale e per questo costretto al carcere, al manicomio e all’esilio; nel 1924 pubblicò il libro Krieg dem Kriege! (Guerra alla guerra!) con l’intento di scongiurare altri conflitti rivelando il vero volto della prima guerra mondiale in oltre cento, terribili fotografie dai campi di battaglia e dagli ospedali, ogni foto una didascalia in tre lingue, il tutto preceduto da un appello alla diserzione di massa. 

Chi è, poi, da maledire, tanto che occorrerebbe una campagna per cambiare la toponomastica di tante strade? I guerrafondai, politici, militari, approfittatori di guerra, e chi seguì la corrente.

Marinella Correggia

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