Primarie PD, l'assordante frastuono del destra liberale totalitarista

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Primarie PD, l'assordante frastuono del destra liberale totalitarista


di Mauro Gemma, Marx21


Mai come in questi ultimi giorni è stato così assordante il frastuono della grancassa a sostegno di una presunta "ripresa" del PD e dei suoi satelliti (a cui si associa un Berlusconi "europeista" che ha già dimenticato come l'UE lo scalzò senza tanti complimenti, grazie al golpe istituzionale di Napolitano, ma che è in attesa di potere tornare al governo con la Lega e il benevolo avallo proprio del PD).


I potentissimi media al servizio dei gruppi economici nazionali e internazionali e e dell'imperialismo sembrano annusare l'odore della rivincita della destra ordo-liberista, rappresentata dai governi “tecnici” e “politici”che si sono via via succeduti, che ha massacrato l'Italia dal 2011 al 2017 e l'ha schierata a fianco del più odioso imperialismo mondiale e anche, senza alcuna vergogna, del fascismo in alcune parti del mondo (ricordate i dirigenti del PD che arringavano i nazisti sul Maidan ucraino?).


Perchè è una vera e propria destra, espressione del totalitarismo liberale, quella che ha liquidato salari e diritti dei lavoratori (a cominciare dalla sostanziale cancellazione dello Statuto dei diritti dei lavoratori) senza che i sindacati confederali si sentissero in dovere di organizzare una lotta degna di questo nome.


E' una destra che ha costretto ad andare in pensione solo il giorno prima di crepare grazie anche - perché negarlo?- a due (!) ridicole ore di sciopero di CGIL-CISL-UIL. E che ha cercato di massacrare, fortunatamente senza successo grazie anche al contributo determinante dei 5 Stelle, la Costituzione nata dalla Resistenza.


Domenica sera il rumore è diventato veramente insopportabile con i "peana" che si sono alzati nelle reti private (persino quelle di Berlusconi) e pubbliche in presenza di quella che viene salutata, con toni roboanti, come la rimonta popolare di un partito che non esita ad incitare al fascismo in Venezuela e in Ucraina (chissà se ne sono consapevoli quelli che, in buona e mala fede, sfilavano sabato a Milano, in apertura della campagna elettorale europea del PD, al seguito del sindaco Sala, innalzato, dai commentarori dei giornali finanziati dai grandi gruppi economici, al ruolo di auspicabile “leader” del centro-sinistra italiano?).


Si. In giro c'è aria di "rivoluzione colorata" e ha ragione (mi dispiace dirlo) Beppe Grillo quando afferma che da noi ormai si preferisce solo parlare del nulla e dividersi sul nulla (a cominciare dalla inutile e dannosa TAV che sembra diventata, a sentir lor signori, la maggiore preoccupazione degli italiani).


So che riceverò accuse di fiancheggiamento del Movimento 5 Stelle. Me ne farò una ragione. Ma, siccome cerco di ragionare da comunista, mi chiedo: perché oggi i servi del padrone – come si diceva al tempo in cui in Italia esisteva il più grande partito comunista dell'Occidente – concentrano tutti i loro strali quasi esclusivamente contro questo movimento che, tra altre cose, ha garantito che l'Italia sia l'unico paese europeo a non avere riconosciuto il fascista golpista Guaidò.


Chi è senza paraocchi, in questa disastrata sinistra in continua deriva, si dovrebbe porre qualche interrogativo senza la solita scontata scrollata di spalle.


E allora perché non imparare dai comunisti russi che, del loro governo, sanno riconoscere le cose che non vanno e apprezzare quelle che tornano utili alla causa del loro popolo? Ma invece...
 

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