Qual è il contributo sociale dell'innovazione tecnologica recente?
Resta difficile rilevare i vantaggi nella misurazione del Pil
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Riprendendo quanto detto nel 1987 dl premio Nobel Robert Solow, secondo cui “l’era informatica si manifestava dappertutto meno che nelle statistiche sulla produttività”, nel suo ultimo articolo per The Project Syindicate Joseph Stiglitz sottolinea come è difficile rilevare i vantaggi dell'innovazione tecnologica nella misurazione del Pil.
Forse perchè questa innovazione è meno significativa di quanto credano in molti?, si domanda il Premio Nobel. Pensando a come il settore finanziario si vantasse della sua capacità di innovazione prima del collasso Lehman, Stiglitz sostiene come ad un’indagine più attenta era chiaro come questa innovazione implicasse metodi per imbrogliare gli altri, manipolare e sfruttare la forza dei mercati. Il contributo sociale netto di tutta questa “innovazione” è stato quindi negativo. Anche la bolla dot-com fu contraddistinta dall’innovazione e quest’era almeno lasciò in eredità gli efficienti motori di ricerca e la fibra ottica. Ma non è cosa semplice valutare come il risparmio di tempo dettato dallo shopping online o il risparmio in termini di costi derivante dalla maggiore concorrenza (per la facilità di confronto dei prezzi online) incidano sullo standard di vita.
Secondo Stiglitz, per questo, la redditività di un’innovazione non è il parametro giusto per calcolare il suo contributo netto sulla qualità della vita. Se un’innovazione, come gli sportelli ATM nel settore bancario, porta a una maggiore disoccupazione, nessuno dei costi sociali – né la sofferenza di coloro che vengono licenziati né i pesanti costi fiscali per il pagamento dei sussidi di disoccupazione a loro destinati – si riflette nella redditività delle aziende. In modo analogo, il nostro parametro Pil non riflette il costo della forte insicurezza percepita dai cittadini che rischiano di perdere il lavoro.
In un mondo più semplice, dove l’innovazione significava semplicemente la riduzione dei costi di produzione, ad esempio, di un’auto, era semplice stimare il valore dell’innovazione in sé. Ma quando l’innovazione incide sulla qualità di un’automobile, il compito diventa decisamente più arduo. Il contributo delle recenti innovazioni tecnologiche al miglioramento degli standard di vita è sostanzialmente inferiore a quanto sostengono gli entusiasti.
L’essere più connessi gli uni agli altri, tramite Facebook o Twitter, ha il suo valore, ma come confrontare queste innovazioni con quelle tipo il laser, il transistor, la macchina di Turing e la mappatura del genoma umano, che hanno portato tutte un’ondata di prodotti rivoluzionari? Almeno, conclude Stiglitz, sappiamo per certo che, diversamente dall'ondata di innovazioni finanziarie che hanno segnato l’economia globale pre-crisi, l’effetto è positivo.

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