Renzi superato a sinistra anche da.... Morgan Stanley
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La banca Morgan Stanley sta per pubblicare uno studio "Disuguaglianza e consumo" per certi versi incredibile, in cui ammette che l'aumento dele diseguaglianze salariali impediscono di fatto il ritorno tanto sperato alla crescita. E' talmente incredibile, scrive Emmanuel Levy, che anche il tempio del liberismo mondiale, il Wall Street Journal, non ha mancato di raccontarlo.
Questo genere di conclusione non meraviglia certo gli analisti e gli economisti meno ortodossi che lo scrivono e lo divulgano da anni, basandosi su un presupposto molto semplice: se le rendite delle fasce più basse della popolazione, che costituiscono la stragrande maggioranza dei consumi, non sono garantiti, è impossibile per qualunque economia poter crescere. E, infatti, nel rapporto della banca americana si legge: “Una crescita maggiore dei salari è essenziale per le prospettive macroeconomiche, perché aiuterebbe le famiglie che spendono maggiormente rispetto al loro reddito”.
La presa di coscienza sul tema è ormai quasi universale, il problema è che non esiste una pari volontà politica. Fa sorridere, certo, che anche Morgan Stanley abbia ormai superato a sinistra il governo di Matteo Renzi.

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