Riduzione dell'Iva, Irpef o "cuneo fiscale"? La soluzione per l'Italia è un'altra
di Andrea Zhok*
In questi giorni è tutto un rincorrersi su quale riduzione delle tasse sia l'arma decisiva per ribaltare le sorti dell'economia.
Sarà la riduzione del "cuneo fiscale" per ridurre costi di produzione delle imprese e dare qualche danaro in più in busta paga ai lavoratori?
O magari sarà una riduzione dell'Iva, per invogliare i consumi?
Oppure una riduzione dell'Irpef, che beneficerebbe un po' tutti?
Ora, premesso che in Italia un problema fiscale c'è, dipendente da una tassazione comparativamente alta per chi le tasse le paga, e da grandi aree di evasione ed elusione, tuttavia pensare che la soluzione ai problemi del paese venga da un magheggio fiscale è completamente illusorio (anche se è tecnicamente poco impegnativo).
In un paese con una progressiva drastica riduzione degli occupati e degli inattivi, la soluzione vera è una sola:
Metti a lavorare gente che non lavora, facendogli fare cose utili, e pagandoli.
Che le relative occupazioni siano posti statali o che siano posti in aziende private cui lo stato commissiona un lavoro è in prima battuta poco rilevante.
Dipende dalla lista delle cose utili da fare.
Ma sia la lista che la committenza può e deve essere iniziativa dello Stato, che se deve impiegare fondi, deve impiegarli così.
Questa è l'unica operazione che serve anche nel lungo periodo a invertire una tendenza, un'operazione che tocca insieme produzione e consumo e che può risolvere carenze reali del paese.
Tutto il resto sono chiacchiere e contentini per prendere tempo.
*Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

1.gif)
