Riforma elettorale. Renzi torna alla Ruota della Fortuna

"Le trattative con il M5S: si passa al pubblico scambio di lettere, che assomiglia più a un gioco a quiz"

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Riforma elettorale. Renzi torna alla Ruota della Fortuna


di Paolo Becchi

 
Le riforme si fanno forse per corrispondenza? Il Pd ha intenzione di fare un carteggio epistolare da tramandare ai posteri? Dopo l'incontro del 25 giugno il Movimento cinque stelle ha chiesto un nuovo incontro al Segretario del PD e sembrava concesso, ora l'incontro viene spostato alle calende greche e si passa al pubblico scambio di lettere, che assomiglia più a un gioco a quiz, a cui il M5S dovrebbe dare la risposta preferita dal Pd per procedere al passo successivo delle trattative. L'accordo, secondo il Pd, si fa sul numero di sì che il Movimento Cinque Stelle è disposto a concedere? Renzi dovrebbe capire che non siamo alla Ruota della Fortuna e che i lavori parlamentari hanno tutt'altro iter.
 
Quello che appare sempre più evidente è che questa non è una negoziazione, ma una trappola: Renzi, del resto,  ha paura che entrando nei particolari i cittadini possano rendersi conto delle bassezze a cui è arrivato con il famigerato accordo del Nazareno che ha partorito con Berlusconi l'Italicum.  
 
Il premier non riesce a lavorare su due tavoli, quello del Senato e della legge elettorale, e così punta diretto sulla prima riforma, mentre sulla seconda frena. E' evidente come Renzi voglia portare a casa entro l'estate la riforma del Senato - e l'accordo con Forza Italia e Lega tiene in commissione, dove addirittura passa persino l'immunità dei Senatori. Sulla questione non c'è miglior commento possibile di questo:

 


Nonostante le diatribe interne, una maggioranza sulla riforma del Senato riuscirà alla fine a strapparla anche in Aula e potrà decantare la sua vittoria di Pirro, anche se poi sarà necessario il referendum confermativo. Su tutti i limiti e i gravi pericoli insiti nella riforma del Senato voluta da Renzi e Berlusconi mi sono occupato in modo approfondito qui e non è il caso di tornarci in questa sede.
 
I portavoce del movimento hanno fatto bene a replicare alla lettera inviata da Renzi fissando una data per discutere tutti i punti sollevati. Se la delegazione del PD non si presenterà, se ne assumerà la responsabilità di fronte al Paese. Oggi la riforma più urgente non è certo quella del Senato, ma garantire al paese una legge elettorale che non sia nuovamente bocciata per vizi di inconstituzionalità dalla Consulta. E' la priorità del paese, non c'è più tempo. Il M5S ha offerto la sua disponibilità a confrontarsi, ma il PD ha deciso di fare melina.

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