Russia, il partner imprescindibile per la sopravvivenza dell'occidente

"Senza la partecipazione della Russia non è possibile oggi affrontare in modo utile i grandi problemi del mondo contemporaneo"

2028
Russia, il partner imprescindibile per la sopravvivenza dell'occidente


Dopo aver ricordato le sue critiche del passato, in particolare sul caso Pussy Riots o quello di Greenpeace, Fabio Marcelli nel suo ultimo articolo su il Fatto Quotidiano riesce ad offrire una delle analisi più lucide sulla follia della strategia attuale della Nato di accerchiare la Russia dopo la crisi in Ucraina e l'indipendenza della Crimea. Se combinata con le vicende medio-orientali e il "ruolo eccezionalmente negativo e pernicioso sta venendo svolto dal regime tirannico e genocida di Erdogan", la situazione creatasi è di estrema pericolosità e occorre un approccio non ideologico.

Da il Blog di Fabio Marcelli
 
Per evitare esiti di questo genere occorre un approccio non ideologico, particolarmente adatto per un Paese come il nostro che intrattiene, fra l’altro, con la Russia, importanti rapporti commerciali e di altro genere. Renzi e i governi non allineati sul piano internazionale, che auspicabilmente gli succederanno quanto prima, dovrebbero dissociarsi con fermezza dalle provocazioni contro la Russia, cercando un dialogo per la soluzione dei problemi comuni che oggi è possibile. In certa misura questo è già fortunatamente avvenuto con la decisione del governo, silenziata dalla stampa, di pronunciarsi contro le sanzioni economiche antirusse, ma certamente non basta. Per tutti questi motivi e altri ancora ho trovato particolarmente indovinata e opportuna l’iniziativa promossa qualche settimana fa al Cnr dal mio valoroso collega Gianfranco Tamburelli. A valide iniziative come questa, promosse dal mondo della ricerca, dovrebbero fare eco quelle del mondo politico, anche per il momento la scarsa qualità di personaggi scialbi come Gentiloni (quantum mutatus ab illo che conobbi quaranta e più anni fa al liceo Tasso, dove peraltro il caro Paolo era stalinista fino al midollo, io invece ero un giovane trotskoide oggetto degli slogan sul famoso piccone) e Mogherini non lascia certo ben sperare. Molto maggiore in tema appare la sensibilità del Movimento Cinque Stelle che si candida al governo del Paese.
 
Certo è che senza la partecipazione della Russia, che grazie a Putin (nonostante tutte le riserve che si possono fare sul suo regime e che personalmente continuerò a fare), ha ritrovato un proficuo e indiscutibile protagonismo internazionale, non è possibile oggi affrontare in modo utile i grandi problemi del mondo contemporaneo. Peggio ancora, la demenziale illusione di isolare e combattere il grande Paese, che ancora alberga nel cranio di qualche deleterio buontempone. A parte Putin, sono il popolo russo e i popoli sovietici nel loro complesso a svolgere oggi una grande riflessione di massa sulla loro storia che in fondo e, per molti aspetti, anche la nostra.

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