Sardine, l'ANPI non rinunci ai suoi simboli
di Mauro Gemma
"Parteciperemo alla manifestazione di Roma senza bandiere e striscioni dell'Associazione", scrive la presidente dell'ANPI, aderendo all'ammucchiata delle "sardine".
In tal modo, si rinuncia persino alla presenza delle bandiere e dei simboli della lotta di Liberazione Nazionale in una manifestazione completamente egemonizzata dalla cricca filo-PD (e limitrofi come IV) del signor Mattia Santori.
Ora, è vero che nell'ANPI di partigiani che alla Resistenza hanno partecipato in prima persona non ce n'è quasi più nessuno, ma francamente non avrei mai immaginato che anche la gloriosa sigla che era nata per iniziativa innanzitutto dei partigiani che avevano combattuto nelle formazioni comuniste (e che in passato aveva annoverato tra i suoi dirigenti anche l'indimenticabile compagno Pietro Secchia) arrivasse ad assumere una simile posizione e a nascondere i suoi simboli (forse per paura di venire cacciati dalla piazza come già è successo alle bandiere rosse dei comunisti e della sinistra di classe?), sostituiti dai ridicoli cartoni a forma di pesciolino.

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