Scioperi contro gli omicidi settari. La Siria un anno dopo la caduta di Assad
Ad un anno dalla caduta del Govern o di Bashar al Assad, gli alawiti in Siria stanno organizzando uno sciopero generale per esprimere il loro sostegno al federalismo e per protestare contro le uccisioni settarie, le detenzioni arbitrarie e i rapimenti perpetrati dal governo guidato dagli estremisti islamici.
Le foto che circolano sui social media mostrano negozi chiusi e nodi di trasporto vuoti nei quartieri alawiti.
Lo sciopero è stato indetto dal noto leader religioso alawita Sheikh Ghazal Ghazal e dal Consiglio politico della Siria centrale e occidentale, che ha organizzato grandi proteste in tutte le città costiere il 25 novembre.
Secondo quanto riportato da fonti locali, durante le proteste i manifestanti alawiti sono stati colpiti e feriti dalle forze di sicurezza siriane in diverse città, mentre altri sono stati arrestati e portati in località sconosciute.
L'Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR) ha riferito che lunedì messaggi di solidarietà all'appello di Ghazal Ghazal si sono diffusi nei villaggi alawiti, tra i quali la campagna di Banias al-Jabal, Jableh, Ramla, il sobborgo di Tishreen, Zaqzaqaniyah, Ain al-Raheb e Ain al-Sharqiyah.
Nei messaggi erano presenti frasi come: "Siamo tutti con lo sceicco Ghazal Ghazal", "Scioperare è un diritto e una dignità" e "Il sangue degli alawiti non è a buon mercato".
Lo sciopero generale cade nel primo anniversario dell'ascesa al potere dell'ex leader di Al-Qaeda e dello Stato Islamico, Ahmad al-Sharaa, che si è autoproclamato presidente del Paese.
Il governo di Sharaa ha organizzato celebrazioni per commemorare la caduta dell'ex presidente Bashar al-Assad e l'insediamento di un governo guidato da Hayat Tahrir al-Sham (HTS), un'organizzazione affiliata ad Al-Qaeda in Siria, precedentemente inserita nella lista nera.
Da quando Sharaa è salito al potere, le sue forze di sicurezza, dominate dagli estremisti, hanno regolarmente rapito e assassinato civili alawiti, tra cui almeno 1.600 durante orribili massacri durati tre giorni a marzo.
A luglio, le forze siriane hanno compiuto un massacro simile contro i membri della minoranza religiosa drusa a Suwayda, uccidendo quasi 2.000 persone, tra cui 765 civili.
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UNO SGUARDO DAL FRONTE
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Fulvio Grimaldi, da Figlio della Lupa a rivoluzionario del ’68 a decano degli inviati di guerra in attività, ci racconta il secolo più controverso dei tempi moderni e forse di tutti i tempi. È la testimonianza di un osservatore, professionista dell’informazione, inviato di tutte le guerre, che siano conflitti con le armi, rivoluzioni colorate o meno, o lotte di classe. È lo sguardo di un attivista della ragione che distingue tra vero e falso, realtà e propaganda, tra quelli che ci fanno e quelli che ci sono. Uno sguardo dal fronte, appunto, inesorabilmente dalla parte dei “dannati della Terra”.

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