Se la Grecia lascia l'eurozona, gli anglosassoni proveranno a distruggerla. Juncker

2231
Se la Grecia lascia l'eurozona, gli anglosassoni proveranno a distruggerla. Juncker

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


Parlando alla KUL, l'Università Cattolica di Lovanio, il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha chiarito che una 'Grexit' non era un'opzione, perché sarebbe una minaccia esistenziale per l'unione economica e monetaria. Lo riporta Euractiv.
 
"Il mondo vuole sapere in che direzione stiamo andando. Dobbiamo fare in modo che tutti capiscano che l'unione economica e monetaria è irreversibile, che l'euro è una moneta che è qui per restare, che non sta per essere abolita o sospesa".
 
Juncker ha aggiunto di aver discusso la questione lo stesso giorno con l'ex primo ministro greco Antonis Samaras, anch'egli presente alla manifestazione.
 
"La Grexit non è un'opzione. Se la Grecia l'accettasse, se gli altri accettasero l'uscita del paese dalla zona di sicurezza e prosperità costituita dalla zona euro, saremmo esposti ad un pericolo enorme, perché il mondo anglosassone farebbe di tutto per cercare di decomporre, pezzo dopo pezzo, la zona euro ", ha detto.
 
Dopo il suo inervento, Juncker ha risposto ad alcune domande della stampa.
 
"Dobbiamo sapere che la Grecia ha avuto comportamento anomalo in passato, che il governo di Samaras stava facendo le cose giuste, che coloro che hanno contestato queste cose giuste hanno vinto le elezioni. Ora si trovano a confrontarsi con le loro promesse elettorali", ha detto, riferendosi al governo di sinistra di Alexis Tsipras.
 
"La mia preoccupazione non è il governo greco. La mia preoccupazione è il popolo greco. Non abbiamo il diritto di trattare il popolo greco come se fosse la parte negletta dell'Europa. Il popolo greco ha grande dignità. Questa è una grande nazione, anche se indebolita, e dobbiamo mostrare solidarietà ai Greci. E l'attuale governo greco deve sapere che, a livello di zona euro, abbiamo a che fare con 19 democrazie, non solo con una, non solo con la democrazia greca ", ha detto.
 
Ad una domanda sul Regno Unito, e la spinta dell'attuale governo a rinegoziare il suo status nell'UE, Juncker ha risposto:
 
"Voglio un accordo equo con la Gran Bretagna, ma la Gran Bretagna non è nella posizione di imporre la sua agenda a tutti gli altri stati membri d'Europa".
 
"Sono uno strenuo difensore della libertà di circolazione dei lavoratori", ha proseguito, alludendo alla retorica contro i lavoratori provenienti dai paesi dell'Europa dell'Est nel Regno Unito. 
 
"Questo è un principio fondamentale dell'Unione europea sancito dal trattato di Roma. Così gli inglesi sono gentilmente invitati a presentare un elenco delle loro richieste, le prenderemo in esame, con attenzione amichevole, e poi vedremo. Non voglio che la Gran Bretagna lasci l'Unione europea, ma non voglio che l'Unione europea sia condizionata dai comandi dei britannici" 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza di Paolo Desogus Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia di Marinella Mondaini L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti