Secondo il Vaticano le uccisioni di Pinochet "propaganda comunista"
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In alcuni documenti diplomatici tra il Vaticano e gli Stati Uniti resi pubblici lunedì da Wikileaks emerge come la Santa Sede abbia bollato come "propaganda comunista" la repressione perpetrata dal dittatore cileno Augusto Pinochet .
In un documento del 18 ottobre del 1973, riporta Afp, spedito dall'ambasciata americana presso la Santa Sede e diretto al Segretario di Stato americano Henry Kissinger si trascrive di una conversazione con l'allora sostituto segretario del Vaticano, Giovanni Benelli, che esprimeva "la grave preoccupazione del papa sulla campagna di sinistra volta a mistificare completamente la situazione cilena”. Benelli, che ribadiva come la Chiesa cilena gli assicurasse che le rappresaglie brutali fossero infondate, definiva la “copertura mediatica esagerata” degli eventi come un grande successo della propaganda comunista. A dimostrazione di come i comunisti potessero influenzare “il mondo dei media in futuro”.
La conversazione riportata nel documento avviene cinque settimane dopo che Pinochet prese il potere con un colpo di stato contro il governo socialista di Salvador Allende, cui seguì una durissima repressione con migliaia di simpatizzanti e attivisti politici di sinistra arrestati o uccisi. Altri documenti rilasciati da Wikileaks dimostrano come il Vaticano abbia poi realizzato degli abusi perpetrati dal regime cileno, ma non ha mai voluto criticare apertamente Pinochet ed ha anzi continuato a mantenere rapporti diplomatici normali.

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