Siria, prosegue il lungo "assedio" delle ONG

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Siria, prosegue il lungo "assedio" delle ONG


di Mostafa El Ayoubi* - Nigrizia
 

Dura ormai da oltre 5 anni la drammatica crisi siriana. Non vi sono dati certi circa il numero delle vittime del sanguinoso conflitto armato che oppone l’esercito regolare siriano e i suoi alleati (russi, iraniani e Hezbollah) a una miriade di gruppi armati, in gran parte di matrice jihadista sunnita, i cui combattenti sono in parte siriani e in parte mercenari stranieri. Alcuni vengono considerati “moderati”, altri terroristi come al Nusra e il Gruppo Stato islamico (Is). Diversi di essi sono sostenuti dagli Usa e dai suoi alleati.
 

La guerra ha devastato il paese: centinaia di migliaia di morti, oltre 11 milioni tra sfollati e profughi. La speranza di vita dei siriani nel 2010 era di 75 anni; questo dato è drasticamente sceso nel 2015 a 50 anni. Si consideri che i morti per mancanza di cibo, acqua e cure sanitarie, sono oltre 70mila (The Guardian 11/2/2016).


Lo scopo principale di questa guerra per procura è quello di far cadere Al-Assad. I gruppi armati convergono tutti verso questo obiettivo. Nel mentre, i governi occidentali hanno scatenato un’offensiva mediatica contro Damasco. La propaganda sull’uso di armi chimiche da parte dell’esercito siriano nell’agosto 2013 era in linea con questo scopo.


Ma ad oggi la guerra per procura e la propaganda mediatica non hanno raggiunto i risultati sperati. Il sostegno politico e militare dei russi a Damasco è stato determinante in tal senso.


L’accordo tra la Casa Bianca e il Cremlino per un “cessate il fuoco” in Siria (27 febbraio) è avvenuto in un momento in cui i gruppi jihadisti hanno cominciato a perdere terreno a causa dell’offensiva militare russa e l’avanzata via terra dei soldati siriani. Questi ultimi nell’aprile scorso hanno cacciato l’Is da Palmira e avviato un’offensiva militare per riprendere Aleppo.


Mezzi d’informazione e organizzazioni umanitarie hanno accusato i militari di aver bombardato l’ospedale Al Quds. La stampa italiana ha veicolato la notizia affermando che l’offensiva aerea siriana ha causato anche la morte dell’ultimo pediatra di Aleppo. Cosa non vera, ma per la propaganda mediatica tutto è lecito, compreso la strumentalizzazione della vita dei bambini…


Nel conflitto siriano sono implicate anche organizzazioni non governative (ong) che operano nel campo umanitario. Medici senza frontiere (Msf), ai quali i media hanno attribuito a torto la proprietà dell’ospedale Al Quds, che dovrebbero essere neutrali, hanno invece avallato la tesi del bombardamento dell’ospedale che non risulta nella lista ufficiale del ministero della sanità.


In Siria, Msf prestano servizio solo nelle zone controllate dai jihadisti e sono noti per la loro parzialità nella crisi siriana: hanno attribuito la colpa a Damasco circa la faccenda delle armi chimiche nel 2013. Tra i finanziatori dei Msf risultano multinazionali come Goldman Sachs, Microsoft, Google, Bain Capital di Mitt Romey (vedi il rapporto Msf 2010). Nel comitato di patrocinio di questa organizzazione umanitaria siedono banchieri della Goldman Sachs e di altri istituti finanziari occidentali. Msf operano anche nel confine tra Siria e Turchia. Quest’ultima, membro della Nato, è pienamente coinvolta nel sostegno diretto dell’Is e di Al-Qaida. Vi è quindi un ragionevole dubbio sulla neutralità dei Msf nella guerra in Siria. Stefan Cornish, di Msf, ha ammesso che, nelle unità sanitarie nelle quali operano i medici dell'organizzazione, i combattenti hanno la priorità sui civili.


È noto ormai l’uso delle Ong nella destabilizzazione dei paesi non allineati. Dal 2013 opera sul terreno di battaglia un’organizzazione siriana di nome Caschi Bianchi (Cb). Il dipartimento di stato americano, via Usaid, ha versato oltre 23 milioni di dollari nelle casse dei Cb, che inoltre hanno ricevuto oltre 18 milioni di sterline dal Foreign Office britannico. Vi sono diverse testimonianze che attestano l’esistenza di rapporti stretti tra questa organizzazione “umanitaria” e i jihadisti.


Con molta probabilità il drammatico conflitto armato è destinato a perdurare e a normalizzarsi. Ciò è di per sé un discreto risultato a favore degli Usa/alleati perché lo stato siriano è molto indebolito e la Russia è impegnata a sorreggerlo. Ed è anche probabile che vengano accesi nuovi focolai di conflitti armati - sempre utili per l’industria bellica – per scopi ancora una volta geostrategici, ad esempio nell’Asia centrale, per contenere l’avanzamento dei russi e dei cinesi, facendo ricorso a strumenti di destabilizzazione di cui sopra!

*Pubblichiamo su gentile concessione dell'Autore

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