Siria. "Rimosso l'embargo sulla vendita di armi alla Siria", William Hague
I ministri degli Esteri dei 27 paesi dell’Unione Europea hanno deciso di prorogare le sanzioni a carico del governo del presidente siriano Bashar Assad ( congelamento dei beni e restrizioni sui viaggi, embargo sulle transazioni finanziarie e sul commercio del petrolio) ma hanno rimosso l’embargo sulla vendita di armi alla Siria, che durava dal maggio 2011. L’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea, Catherine Ashton, ha però precisato che “i 27 hanno concordato di non procedere per ora alla consegna di armi, armamenti ed altra strumentazione militare”, lasciando ogni singolo paese libero di decidere come comportarsi con il commercio di armi in Siria. La decisione ha però evidenziato profonde spaccature all'interno dell'Unione europea. Mentre Gran Bretagna e Francia hanno difeso la revoca dell'embargo sulle armi, Austria, Svezia, Finlandia e Repubblica Ceca si sono mostrate reticenti nel fornire più armi alle parti di un conflitto che è già costato la vita a oltre 94mila persone. Da Istanbul, Khaled al-Saleh, portavoce della Coalizione nazionale siriana ha definito la decisione dell’Ue "il momento della verità che stavamo aspettando da mesi". "Troppo poco, troppo tardi", il commento di un altro esponente della Coalizione.

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