Spagna. "Il dilemma: 600 giorni di vertigini". La biografia di Zapatero

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Spagna. "Il dilemma: 600 giorni di vertigini". La biografia di Zapatero

Nel suo libro  "El Dilema: 600 días de vértigo", il premier spagnolo dal marzo del 2004 al novembre del 2011, José Luis Rodríguez Zapatero, ha scritto di aver resistito a tutte le pressioni internazionali che ha subito a partire dal 2010, quando il paese è entrato in una grave crisi finanziaria. 
 
Nella sua biografia, Zapatero ripercorre una delle fasi più difficili della storia del paese e sottolinea come diverse autorità internazionali - dall'ex Segretario del FMI, Dominique Strauss-Kahn, alla Cancelliera tedesca Angela Merkel - abbiano fatto di tutto per far accettare alla Spagna la via imposta a Irlanda, Grecia e Portogallo degli aiuti internazionali.
L'evento più significativo che Zapataro svela è quello avvenuto nel summit del G-8 a Cannes nel 2011 quando la Merkel "mi salutò cordialmente e, senza tanti preamboli, mi ha fatto la proposta di cui non potevo avere alcun indizio o sentore: accettare una linea di credito precauzionale da 50.000 mila milioni di euro da parte del Fondo Monetario Internazionale, facendomi presente che all'Italia ne sarebbe corrisposta una del valore di 85.000 milioni.  Dopo aver detto perché la Spagna non avrebbe accettato il salvataggio ho ricordato ad Angela Merkel che il mio paese era in campagna elettorale. Abbiamo inoltre aggiunto che la questione centrale era ancora la Grecia e la percezione che c'era su un possibile abbandono della moneta unica da parte della nazione ellenica".
 
Il presidente ricorda inoltre un episodio analogo con Strauss-Kahn, allora direttore generale del FMI, ed in appendice pubblica un documento confidenziale di cui si parlò molto a conclusione del suo mandato: la lettera che il presidente della BCE Jean-Claude Trichet – firmata anche dal governatore Miguel Ángel Fernández Ordóñez - gli inviò nell'agosto del 2011 in cui cui si chiedevano una serie di dure misure fiscali e di riforme nel settore del lavoro, che Zapatero non accettò. "Non ero disposto a tagliare i diritti sostanziali dei lavoratori e di adottare dure nuove misure che mi sembravano  controproducenti per risolvere la crisi".

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