Stampa tedesca vicina al governo: "E' tempo di mettere in discussione l'euro"
“L’euro mette i popoli del continente europeo l’uno contro l’altro invece di unirli. Pertanto è tempo di mettere in discussione la moneta comune”.
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“L’euro mette i popoli del continente europeo l’uno contro l’altro invece di unirli. Pertanto è tempo di mettere in discussione la moneta comune”. Lo scrive senza tanti giri di parole Thomas Kirchner su uno dei quotidiani tedeschi più importanti, il Süddeutsche Zeitung
Dopo che il ministro delle finanze Schäuble ha dichiarato a New York che non ci si deve aspettare una rapida soluzione della controversia sul debito greco, la possibilità di un default e un'uscita della Grecia dall'euro è stata più o meno presa. I governi e il mondo della finanza sembrano aver fatto i conti con il “Grexit”. Ma, prosegue Kirchner, l’unione monetaria ha dei problemi che vanno ben oltre la Grecia. Non funziona, almeno non nella sua forma attuale. Questa non è una novità. Prima e dopo l’introduzione, scienziati e politici, non necessariamente quelli eurofobici, hanno sottolineato i difetti di base del progetto. Si è voluto provare lo stesso. La crisi finanziaria globale ne ha poi brutalmente manifestato i limiti.
Le economie sono cresciute in maniera diverse. Questa gestione difettosa, da cui la Germania ha tratto enorme beneficio, è la causa di fondo della crisi dell’euro. Solo una sorta di governo economico europeo con un bilancio enorme potrebbe correggere gli squilibri mediante trasferimenti che sarebbero di gran lunga maggiori di quelli sperimentati dalla Germania nella sua riunificazione. Questa strada è politicamente bloccata. Molto più potere a Bruxelles? I cittadini europei non lo accetterebbero.
“Non disponiamo di strumenti idonei”, sottolinea correttamente l'autore. L’ostinata insistenza sulle regole, associata al ritiro dei risparmi, che alimenta la rabbia nel Sud, non aiuta. Né sarebbe utile dare alla Grecia “più soldi” per solidarietà.
Se ci si preoccupa per l’Europa, conclude Kirchner, lresta solo ’opzione che per ovvie ragioni è stata finora ignorata, lo smantellamento dell’unione monetaria o almeno la sua riduzione a un gruppo di stati omogenei. I suoi costi finanziari e politici sono imprevedibili. Ma sono probabilmente molto più bassi rispetto al caos e alle accuse che ci si può aspettare in caso di fine disordinata dell’unione monetaria.
Per la traduzione completa si rimanda a Voci dall'estero
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