Sui depositi bancari greci la Svizzera mostra i muscoli
Negato ad Atene lo stesso accordo concesso a Regno Unito e Germania
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Grecia e Svizzera rimangono divisi su come risolvere il problema di denaro non tassato posseduto da contribuenti greci nelle banche elvetiche con i due ministri delle finanze che hanno annunciato martedì, a due anni dall'inizio delle trattative, il mancato accordo.
Il ministro delle finanze svizzero Eveline Widmer-Schlumpf ha, infatti, bocciato la proposta di Yiannis Stournaras di imporre una tassazione sui conti correnti di cittadini e greci e trasferire il denaro ad Atene.Stournaras insisteva sulla stipulazione di un accordo simile a quello che la Svizzera ha ad esempio stipulato con la Gran Bretagna, grazie al quale i fondi posseduti da cittadini inglesi sono stati tassati con un'aliquota compresa tra il 19 e il 34%. Ma la Grecia non ha la stessa capacità di pressione sulla Svizzera, è evidente. E Widmer-Schlumpf ha precisato come la Svizzera non contrae più accordi del genere e si concentra invece sullo scambio di informazioni tra le autorità di sorveglianza fiscale, attualmente negoziate a livello internazionale. “I modelli che abbiamo considerato in precedenza per impedire l'afflusso di denaro esentasse in Svizzera sono ormai datati”, ha dichiarato Widmer-Schlumpf.
Il totale dell'ammontare dei depositi greci nelle banche svizzere non è chiaro, alcuni scenari evidenziano cifre fino ai 60 miliardi. Anche se in Grecia è da tempo pubblica la famosa lista Lagarde con oltre due mila depositi greci nella filale HSBC di Giinevra, la questione rimane ad oggi in alto mare.

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