Taiwan. Esercitazione militare in acque limitrofe alle Filippine
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Taiwan ha svolto un'esercitazione militare giovedì 16 maggio nelle acque limitrofe alle Fillipine, come ulteriore risposta all'uccisione di un pescatore taiwanese ed in un'escalation del conflitto sempre più preoccupante. Una flotta comprensiva di un distruttore, due fregate e 4 guardia costa, riporta l'agenzia di stampa AP, sono salpate vicino l'isola di Batan, la cui sovranità è contesa tra i due paesi.
Il ministro degli esteri di Taiwan, David Lin, e la famiglia del pescatore hanno rifiutato mercoledì di incontrare un rappresentante del presidente Benigno Aquino in un'offerta di risoluzione diplomatica della questione. “Sono venuto per esprimere il profondo rimorso del popolo filippino sullo sfortunato e non intenzionale perdita di vita”, aveva dichiarato Amadeo R. Perez, a capo del Manila Economic e Cultural Office. Dopo aver rigettato le scuse dell'ambasciatore de-facto delle Filippine, le tensioni sono cresciute mercoledì per l'introduzione di sanzioni alle Filippine, incluso un divieto di assunzioni di nuovi lavoratori filippini. "Spero che le Filippine comprenderà di essere responsabile davanti la comunità internazionale. Sparando a persone innocenti e disarmate in acque internazionale non è da tollerare in nazioni civili”, ha dichiarato il presidente taiwanese Ma. Taipei chiede scuse ufficiali da parte del governo di Manila, compensazione per la famiglia del pescatore e la consegna dei responsabili alla giustizia.
Il conflitto avviene in un momento di estrema tensione nel mar cinese meridionale, dove Cina, Filippine, Taiwan, Vietnam, Malesia e Brunei competono per la sovranità di varie isole dell'area da lata pescosità e ricca di materie prime.

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