Taylor: ultima deposizione all'Aja prima della sentenza finale

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Taylor: ultima deposizione all'Aja prima della sentenza finale

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Mercoledì l'ex presidente liberiano Charles Taylor ha potuto rivolgersi per l'ultima volta davanti ai giudici della Corte speciale della Sierra Leone all'Aja, prima del giudizio finale previsto per la fine di maggio. "I testimoni sono stati pagati, costretti ed in molti casi minacciati di arresto, se non avessero  confermato le accuse contro di me”, le parole di Taylor in aula. L'ex presidente liberiano, che ha sostenuto di avere “profonda simpatia” per le vittime in Sierra Leone, ha affermato che il giudizio della Corte sia stato alterato dal fatto che i giudici “non disponevano del quadro complessivo del contesto dei fatti del tempo”. 
Al primo appello della sentenza, Taylor è stato giudicato colpevole di tutti e 11 i capi d'accusazione per aver armato e finanziato le forze ribelle in Sierra Leone, in una campagna di terrore che ha prodotto omicidi, stupri, coscrizione di bambini soldato. La guerra civile nel paese ha causato la morte di oltre 50,000 persone. Nel loro rapporto, i procuratori hanno chiesto 80 anni di carcere che riflettono la severità dei crimini commessi ed il ruolo centrale avuto da Taylor nell'organizzazione. "Tra i crimini più atroci commessi vi sono esecuzioni pubbliche, amputazioni di civili, l'esibizione di teste amputate ai checkpoints, stupri pubblici e persone bruciate nelle loro case," ha scritto il Procuratore capo Brenda Hollis, che non è comunque riuscita a dimostrare che Taylor avesse realmente il comando sulle atrocità commesse dai ribelli. 
Taylor, primo capo di stato dai tempi del nazismo, ad essere condannato di crimini contro l'umanità da un tribunale internazionale, ha avuto un ruolo politico chiave nella storia della Liberia per decenni ed è stato costretto a dimettersi nel 2003 per la pressione internazionale. Si è rifugiato prima in Nigeria, dove alcune guardie del corpo l'hanno arrestato mentre era in fuga verso il Ciad.
 
 
 
 

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