Tumbler, il gender fluid e le conseguenze nel mondo del lavoro
di Valerio Gentili
avvertenza:
Questo articolo non ha assolutamente nulla da recriminare né vuole arrogarsi il diritto morale (sbagliato) di giudicare percorsi di vita individuale che portano chi è a disagio con la sessualità del proprio corpo a scegliere la via della trasformazione F to M o M to F.
Con questo scritto intendiamo, invece, prendere in considerazione quei “geni” che frequentano Tumbler (diffusissima piattaforma di microbligging), questi “illuminati” con la risposta sempre in tasca e che si sono prefissi di distruggere ogni identità, attraverso il cosiddetto gender fluid. Vederemo meglio in seguito ma alla fine con l’esealtazione spietata del gender fluid si è creato un totale fottuto bordello: c’è chi oggi si sente uomo, domani, donna, il giorno dopo un vaso da notte poi una pianta e chissà, potremmo avere un giorno un padrone che diventa operaio (?) e viceversa.
Gli americani (ma guarda un pò) cui spetta la primigenitura di simili abberrazioni hanno già creato un vocabolario ad hoc: aleixgender, genderdale, perigender ecc.ecc.
La cara vecchia sottocultura
Un tempo, fino a poi mica tanti anni fa –fine’80, inizio ’90, io stesso ne ho fatto parte- la sottocultura esprimeva il rovesciamento dei valori tradizionali ed identitari della società dominante. Fare parte di una gang di quartiere significava essere portatori di un codice etico che sovvertiva la morale comune: durezza, coraggio, difesa del proprio territorio, intolleranza all’autorità costituita, predisposizione alla violenza fisica; questi eranoalcuni dei requisisti necesari per fare parte di una banda.
Oggi tutto è mutato: il famigerato Tumbler è il luogo virtuale in cui si concentra la “creme” (così si percepiscono), ragazzi sempre al posto giusto e al momento giusto: alternativi, “giovani Turchi”, democratici con tanto di super master alle spalle. Il problema principale è che gli strateghi di Tumbler considerano: sesso, genere ed identità come null’altro che categorie culturali (prima abberrazione). Come conseguenza di simili deliri, si è creata una pletora contro/sotto culturale il cui unico obiettivo è auello di distruggere ogni forma, orpello, d’identità.
Migliaia di giovani hanno così discusso sulla piattaforma circa la possibilità infinità di passare da un genere all’altro e viceversa; il cosiddetto gender fluid.
Il culto, così, della sofferenza, della debolezza, della passività è diventato centrale nella costruzione di una Sinistra che ha abbracciato il web, i suoi utenti più fichetti per abbandonare i ragazzi di strada, quelli dei muretti, quelli che sgobbano presto la mattina per arivare in cantiere, in cucina, in fabbrica ecc..
Il piagnisteo per il “genere” ha sostituito l’orgoglio per la classe.
Con gender fluid, non sono il maschile o il femminile a definire la prorpia identità (allora cosa?) ma il rifiuto all’appartenza ai generi binari. In Italia la questione è a i primordi, guarda caso invece nella Manhattan centro finanziario modiale marcia allegramente dali anni ’80.
Illuminanti le parole della bocconiana D. 21 anni “credo che a volte crei anche un pò di confusione, i maschi, ultimamente, non rispecchiano più la definizione di uomo, anche dal punto di vista estetico la moda ha contribuito ad appiattire il maschile sul femminile. Ad alcuni piace ad altri meno.”
Margherita che studia all’Università privata Sigmund Frwud, dove segue fluid sex (!?!), ci dice: “le relazioni si stanno mutando e lo stanno facendo in modo sempre più rapido”.
Anche tra i giovani c’è però chi non è contento: ad alcuni non piace il ribaltamento delle situazioni ma se non ci riferissimo solo al campo delle relazioni sessuali?
Se gender fluid travalica l’intimità tra F2M M2F confusi nei loro rapporri intimi? Se gender fluid non riguarda più la “confusione” cercata nell’atto e nella sfera sessuale e si trasferisce nella società come rifiuto ad accettare un ruolo predefinito e, in fondo, tutte queste interviste lo lasciamo presagire senza troppe pruderie.
Nella sfera sessuale abbiamo accettato il maschio e la femmina insoddisfatti che vira verso F O M. Ma se qui stessimo parlando d’altro?
A forza di esaltare gender fluid ,tutto e il suo contrario, per converso, abbiamo registrato, ad altre latitudini, lo scatenamento dell’Alt-Right, nelle sue varianti più becere ed oscure.
Ma continuiamo pure con la patria del gender fluid, gli USA (e chi lo avrebbe mai sospettato?). In una conferenza a Santa Cruz , sul corpo del genere, l’attivista Diane Ehresewaft ealta un nuovo mondo progressista del genere, imposta il discorso su idee circa il genere in termini di nuovo contro vecchio, eppure parla anche eplicitamente di “fantasmi del genere”. “gli uomini transgender e le donne transgender non sono vere femmine e i ragazzi non sono veri maschi. Non puoi vivere semplicemente nel mezzo e dire che sei maschio o femmina non funziona cosi”.
Perché dovresti preoccuparti? Perché qualsiasi altra cosa causerà danni, non solo per i bambini ma per le comunità, alle famiglie e alle istituzioni in cui risiedono quei bambini. Per non parlare dell’interà società.
Ognuno ha il diritto all’autodeterminazione di genere, di personalizzare il proprio genere ma che dire dei diritti delle altre persone di rifiutare il geneder fluid, io non scelgo di crescere seguendo molteplici identità e soprattutto, non sono un maschio biologico che, alla bisogna, decide di identificarsi come una donna.
Se il sesso cambia a piacimento estemporaneo, allora io avrei tutto il diritto di rifiutare di mettere maschi violenti all’interno di una prigione fmminile, mi sembra un esempio che calza.
Questi problemi pratici vengono sempre ignorati negli ambienti di genere tranne per attacare chi li solleva come un fottuto, retrogrado bigotto, beh , miei cari, io credo proprio di non esserlo.
La discriminazione delle persone non binarie, inoltre, finisce per colpire l’intero comparto lavorativo d’appartenenza, provocando problemi alle già martoriate condizioni di vita della classe lavoratrice straight (e per straight intendo anche F2M e M2F)
Questa non è una profezia, è un monito il gender fluid distruggerà la classe lavoratrice.
È un esperto di storia della Resistenza e del combattentismo di sinistra, soprattutto a Roma. Ha pubblicato 'La legione romana degli Arditi del popolo' (Purple Press 2009), 'Roma combattente' (Castelvecchi 2010), 'Bastardi senza storia' (Castelvecchi 2011), 'Dal nulla sorgemmo' (Red Press 2012). 'Volevamo tutto. La guerra del capitale all'antifascismo. Una storia della Resistenza tradita'. (Red Star Press 2016).

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