Tunisia: Proteste e scontri a Siliana

L’economia tunisina stenta a ripartire causando un profondo malcontento popolare

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Tunisia: Proteste e scontri a Siliana

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Uno sciopero generale organizzato ieri nella città tunisina di Siliana, capoluogo dell’omonimo governatorato settentrionale del Paese, si è concluso con la violenta repressione da parte della polizia che ha causato 24 feriti, strade occupate e la mancanza di energia elettrica in diversi quartieri della città.  Secondo i testimoni di Siliana, dopo la carica della polizia, i manifestanti avrebbero preso d'assalto il quartier generale del governatorato e una stazione di polizia.   
Lo sciopero, organizzato da partiti politici, sindacati ed esponenti della società civile, era stato indetto per chiedere le dimissioni del governatore locale, Ahmed Ezzine Mahjoubi, accusato di non aver favorito la ripresa economica e l’occupazione, e lo stanziamento di maggiori risorse per lo sviluppo economico della regione, povera come la maggior parte dei distretti interni della Tunisia. I manifestanti chiedevano anche il rilascio di 14 minorenni incarcerati nell’ aprile 2011, dopo il primo sciopero generale, e ancora non sottoposti a processo. 
La violenta repressione della polizia ha suscitato l’indignazione dell’opinione pubblica tunisina e la Lega tunisina per i diritti umani ha rilasciato una dichiarazione nella quale si riconosce “il diritto di manifestare pacificamente e di pretendere che le promesse della rivoluzione vengano rispettate”.

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