Un debito eccessivamente sostenibile

“The boom, not the slump, is the time for austerity”. L'attualità di questa frase di Keynes

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Un debito eccessivamente sostenibile

Per oltre tre anni il dibattito politico a Washington è stato dominato dai timori sul debito federale. Solo pochi economisti hanno cercato di spostare il tema della discussione ed affermato come il deficit spending sia appropriato in un momento di depressione. Paul Krugman in Dwindling Deficit Disorder sostiene come i risultati ora gli diano pienamente ragione. Anche se il deficit sta diminuendo ad un ritmo molto superiore a quello delle generazioni passate ed è relativamente piccolo rispetto allo stato attuale dell'economia, a Washington il tema persistente resta quello dell'insostenibilità di lungo periodo del debito degli Stati Uniti. 
Il deficit americano è cresciuto esponenzialmente con la crisi finanziaria del 2008 - con le rendite crollate ed i sussidi alla disoccupazione ed altri parafulmini sociali aumentati drasticamente. Ed il tutto è stato un fattore positivo perché ha colmato l'impasse del settore privato. Il ruolo stabilizzante dello stato federale, spiega il noto economista americano, è stato il motivo principale per cui la Grande Recessione non è stata la Grande Depressione 2.0. Dopo il picco di 1.4 trilioni di dollari, il deficit è progressivamente diminuito. La Commissione di esperti della Congressional Budget Office si aspetta che per il 2013 sia di $845 miliardi. Sembrerebbe un grande risultato, ma dato lo stato dell'economia non lo è, anzi. Il bilancio non deve essere tenuto in regola per deprimere l'economia, quello di cui un paese necessita, infatti, è di un deficit leggermente inferiore alla crescita del Pil per ridurre progressivamente il debito complessivo. Per esempio, prosegue Krugman nella sua analisi, è noto come l'America non abbia mai dovuto ripagare l'enorme debito contratto durante la seconda guerra mondiale: pur essendo anzi raddoppiato in termini nominali nei 30 anni successivi, è crollato di tre quarti nello stesso periodo in relazione al Pil. 
Al momento un debito sostenibile è fissato dagli economisti a 460 miliardi di dollari. L'attuale deficit è ancora doppio a questa cifra, ma secondo le nuove stime del budget office, la metà di quei 845 miliardi di dollari riflette lo stato depresso dell'economia. Il “cyclically adjusted” deficit — quello che il deficit sarebbe in uno stato di piena occupazione — è quindi solo $423 miliardi di dollari, al di sotto della soglia di sostenibilità. Il prossimo anno, inoltre, il budget office si aspetta un'ulteriore riduzione di $172 miliardi e, quindi, le proiezioni dimostrano una certa stabilità sul debito nei prossimi dieci.
Per questo, il paese non sta per affrontare nessuna crisi del debito a breve. Ci sono diverse questioni fiscali pendenti da risolvere: l'aumento dei costi sanitari e l'invecchiamento della popolazione, in particolare, che spingeranno in alto le spese federali. Ma non c'è ragione per cui debbano essere prese con misure oggi: dato i bisogni dell'economia, il deficit attuale degli Stati Uniti è anzi eccessivamente piccolo, con il ciclo di aggiustamento del deficit rispetto al Pil è attentamente quello che era nel 2006, al momento del boom speculativo edilizio.  
“The boom, not the slump, is the time for austerity,” John Maynard Keynes ha dichiarato molti anni fa ed aveva perfettamente ragione. Dobbiamo ridurre il debito solo dopo che l'economia ha ripreso a crescere e ci sono segnali gratificanti che una ripresa solida sia alle porte: ma la disoccupazione, soprattutto quella persistente, è ancora inaccettabilmente alta.
Il deficit si sta già riducendo e metterlo al centro della preoccupazione del paese, che non ha mai avuto un tasso di rifinanziamento così basso ed un alta disoccupazione, è completamente sbagliato. Basta guardare ai disastri attuati in Europa con le politiche economiche di rigida austerità per comprendere il punto. Il mantenere ansie e paure sulla questione del deficit, conclude Krugman, è voluto da coloro che hanno interesse a smantellare Medicare, Medicaid e Social Security. Ma il popolo ha dimostrato di voler lottare per il suo Welfare. 

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