Un lupo, una pecora, o cosa?

L'Iran sarà una grande Corea del Nord o aspira ad essere una Cina persiana?

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In "A Wolf, a Sheep, or What?", Thomas Friedman sostiene che l'unica domanda importante da porsi per quanto riguarda l'Iran è che tipo di paese la Repubblica Islamica vuole essere nel 21° secolo e il ruolo che il nucleare giocherà nel plasmare quest'identità. L'Iran sarà una grande Corea del Nord o aspira ad essere una Cina persiana?
La Corea del Nord ha costruito un piccolo arsenale nucleare per proteggere il regime da minacce provenienti dall'esterno e dalle minacce provenienti dall'interno. La leadership coreana, prosegue Friedman, ritiene che le armi nucleari rendano il regime impermeabile ai cambiamenti dall'esterno e che l'isolamento internazionale che ha accompagnato il programma nucleare della Corea del Nord permetta di controllare la popolazione.
Anche la leadership iraniana vede nell'arma nucleare un'assicurazione contro il cambio di regime dall'esterno. A ciò si aggiunga, precisa Friedman, che alcuni centri di potere in Iran, come le Guardie Rivoluzionarie, beneficiano delle sanzioni. Un Iran isolato economicamente equivale ad una minore concorrenza per la vasta rete di imprese industriali che fa capo alle Guardie Rivoluaizonarie. Isolare la popolazione iraniana dalle tendenze globali fa sì che non si ripetano episodi come la Rivoluzione Verde del 2009.  
 
 
Ma l'Iran non è la Corea del Nord, precisa il Columnist del New York Times. Quella iraniana è una grande civiltà, con grande talento umano e non potrà rimanere isolata dal resto del mondo a tempo indeterminato. Tra l'altro, per essere potente, il regime iraniano non ha alcun bisogno di chiudersi al mondo. Il problema è allora se i  leader iraniani accetteranno questa teoria. Alcuni lo hanno fatto. La decisione di riprendere i negoziati è un chiaro segnale in questa direzione. Ma a quanta "assicurazione nucleare" sono pronti a rinunciare in cambio della revoca delle sanzioni? Sono pronti a sacrificare una sola arma potente per diventare un paese potente -  un pò come la Cina, un pò amica, un pò nemica, un pò partners e un pò rivale geo-politica dell'America o l'Iran rimarrà l'eterno avversario?
Questo è quello che va verificato per Friedman. 
Il processo sarà lungo, ma, se fatto correttamente da parte dell'Iran e degli Usa, pottrebbe portare ad una graduale reintegrazione dell'Iran nell'economia mondiale, un rafforzamento della sua giovane classe media  e l'emergere in Iran di molteplici centri di potere.
Friedman, tuttavia, è scettico che il regime iraniano possa generare un consenso interno necessario per una transizione simile e loda l'atteggiamento del Segretario di Stato John Kerry che ha messo in chiaro che "La revoca delle sanzioni avverrà solo in cambio del totale abbandono di ogni possibile militarizzazione del programma nucleare iraniano". Questo è l'unico accordo che gli Usa possono negoziare e in base a ciò che l'Iran deciderà sapremo che si tratta di una Cina in abiti persiani  o qualcos'altro.

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