Un pò di chiarezza sul Fiscal Compact da Alberto Bagnai

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Un pò di chiarezza sul Fiscal Compact da Alberto Bagnai

 
Nel suo blog Goofynomics, Alberto Bagnai cerca di fare un po' di chiarezza sul Fiscal compact e sul ragionamento che molti politici fanno sulla cifra dei 50 miliardi l'anno di spesa richiesta.
 
Riportando il testo del trattato - “When the ratio of their general government debt to gross domestic product exceeds the 60 % reference value mentioned under Article 1 of Protocol (No 12), the Contracting Parties shall reduce it at an average rate of one twentieth per year as a benchmark” - Bagnai ipotizza un’applicazione per il 2015, a partire dalla situazione a fine 2014, quando il Fmi prevede un debito a 2119.3 miliardi di euro con un Pil a 1591.9 miliardi di euro (rapporto al 133.1%, cioè 73.1 punti sopra al 60%). Dato che il 60% del Pil è 955.2 miliardi, prosegue Bagnai, qualcuno ragiona tra lo scarto fra stock effettivo e desiderato – 2119.3-955.2=1164.1 – e quindi la correzione deve essere 1/20 di questo scarto, cioè 58 miliardi.
 
Ma quello che deve diminuire di un ventesimo è il rapporto fra debito e Pil fra 2014 e 2015. Questo rapporto deve cioè scendere, fra 2014 e 2015, di 3.7 punti (un ventesimo di 73.1), scendendo da 133.1 nel 2014 a 129.5 nel 2015. 
 
Per capire quale sia l'entità della manovra richiesta bisogna vedere che cosa farebbe il rapporto in assenza di correzioni. Sempre secondo le previsioni del Fmi, nel 2015 il debito aumenterebbe a 2148.4 miliardi, e il Pil a 1629.7, per cui il rapporto scenderebbe comunque a 131.8 (da 133.1). Questa diminuzione tendenziale è però di soli 1.3 punti, mentre il FC richiede una diminuzione di 3.7 per arrivare al valore obiettivo del rapporto, pari a 129.5. Se immaginiamo che il Pil del 2015 non sia toccato da eventuali manovre, per raggiungere l'obiettivo in termini di rapporto bisognerà ritoccare al ribasso lo stock di debito di "soli" 38.4 miliardi di euro. Ora Bagnai ammette come la correttezza degli scenari previsionali e, soprattutto, l'ipotesi che una correzione di alcune decine di miliardi, se apportata via deficit, lasci invariato il Pil.
 
Per avere un'esatta simulazione di quello che accade al Pil con una manovra da 30 miliardi e oltre è necessario un accurato studio econometrico, su cui Bagnai promette sviluppi in quest'incontro del 12 aprile prossimo a Roma.

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