Una nota positiva da Cipro

La limitazione all'afflusso di capitali stranieri decisa da Nicosia un modello per tutti i paesi

2106
Una nota positiva da Cipro

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Qualunque sia la parola ultima sulla crisi di Cipro, in Hot Money Blues Paul Krugman sostiene come una certezza si ha già: nei prossimi anni l'isola, noto paradiso fiscale nel decennio passato, sarà costretta ad imporre una serie di controlli stringenti sui movimenti di capitale estero. Saranno approvati con il benestare del Fondo Monetario Internazionale, che ha già sostenuto un'azione similare presa recentemente dall'Islanda. 
Si tratta di un successo non solo per Cipro, che ha protetto migliaia di investitori internazionali che hanno così evitato le regolamentazioni fiscali interne, ma segna anche la possibile fine di un'idea consolidatesi recentemente: la desiderabilità del flusso di capitali senza controllo nel mondo.
Nei primi decenni dopo la seconda guerra mondiale, limitare i capitali interni ed esteri era considerata una politica economica positiva da perseguire: la Gran Bretagna, per esempio, ha limitato i suoi investimenti oltremare per i suoi cittadini fino al 1979, gli Stati Uniti fino agli anni '60 ed alcuni paesi occidentali industriali addirittura fino agli anni '80. Tali controlli hanno dei costi e secondo la teoria economia maggioritaria - che riflette l'ideologia pura del libero mercato - hanno un impatto negativo sulla crescita. 
Un dato su tutti spiega l'errore di fondo di questa visione e dimostra come il flusso di capitale illimitato sia una politica fallimentare. Per tre decenni dopo la guerra mondiale, il periodo in cui erano in vigore tali limitazioni, le crisi finanziarie sono state una rarità. Da allora, la consuetudine: Messico, Brasile, Argentina e Cile nel 1982; Svezia e Finlandia nel 1991; Messico nel  1995; Tailandia, Malesia, Indonesia e Corea del Sud nel 1998; Argentina nel 2002; e per finire con i disastri recenti in atto nei paesi europei: Islanda, Grecia, Irlanda, Portogallo, Cipro, Spagna ed Italia.
Cosa hanno in comune questi paesi? La letteratura predominante punta il dito sugli eccessivi debiti interni, ma nell'intera lista di paesi citati questo fattore può spiegare una sola crisi, quella della Grecia. Un altro fattore spesso evidenziato, il collasso degli istituti bancari, spiega solo tre crisi: Cile, Svezia a Cipro. Il miglior indicatore, secondo Krugman,  è proprio un eccessivo arrivo di capitali esteri, presente in tutti i paesi presi in esame. L'ipotesi non è nuova, ma avanzata magistralmente dal professore di Harvard Dani Rodrik  ed ampiamente condivisa dalla letteratura soprattutto negli anni'90, ma solo per quel che riguardava le crisi in atto nei paesi più poveri, mentre i più ricchi erano considerati immune dagli investitori globali. Al contrario, gli Stati Uniti stanno attraversando la peggior crisi dagli anni '30 per una bolla speculativa immobiliare prodotta dall'afflusso ingente di capitali esteri.
Ed ora cosa accadrà? Il capitalismo globale, conclude Krugman, diventerà probabilmente meno globale. E si tratta di una buona notizia rispetto all'afflusso di capitali senza regole.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti