Una nube nel cielo blu "Marine"
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di Sandra Vailles
Marion Anne Perrine Le Pen è la figlia e l'erede politica di Jean-Marie, colui che ha decretato che i forni crematori non sono stati che un dettaglio della storia, ma oggi si fa chiamare Marine, un nome che evoca il blu della bandiera francese e la purezza del cielo e del mare... una nuova leader e una nuova immagine, ma il partito si chiama sempre Front National. Quest'immagine pulita e così attrattiva in questi tempi di crisi è stata intaccata da scioccanti rivelazioni.
Il 4 novembre scorso, nel settimanale La Voix du Midi, Nadia Portheault, che voleva essere il simbolo dell'apertura del Front National, si è ritirata denunciando « l'ambiguità » del suo partito. Di origini algerine, la candidata FN al municipio di Saint-Alban (Haute-Garonne) butta la spugna, scioccata dai discorsi razzisti di alcuni militanti. Mentre la sua campagna era ormai ben avviata, questa capolista FN di un comune di 6000 abitanti nei dintorni di Tolosa ha interrotto la sua scalata verso il municipio.
Oltre ad una mancanza di sostegno logistico, la donna ha denunciato i propositi razzisti sentiti all'interno della base militante del FN della Haute-Garonne: « Sono di origini algerine e non condivido certi discorsi di alcuni responsabili FN nel mio dipartimento ». Ecco le parole che ha scritto questa madre di famiglia a Marine Le Pen et Serge Laroze, presidente dipartimentale FN 31, per informarli del ritiro della sua candidatura. Dichiara anche di aver restituito la carta del partito, così come suo marito Thierry, che spiegava in questi termini il loro passaggio dall'UMP verso l'FN: erano entrambi stati attratti dall' « idea di unione di tutti i Francesi, l'uguaglianza tra tutti i patriottismi, i valori difesi da Marine Le Pen ».
Oltre ad una mancanza di sostegno logistico, la donna ha denunciato i propositi razzisti sentiti all'interno della base militante del FN della Haute-Garonne: « Sono di origini algerine e non condivido certi discorsi di alcuni responsabili FN nel mio dipartimento ». Ecco le parole che ha scritto questa madre di famiglia a Marine Le Pen et Serge Laroze, presidente dipartimentale FN 31, per informarli del ritiro della sua candidatura. Dichiara anche di aver restituito la carta del partito, così come suo marito Thierry, che spiegava in questi termini il loro passaggio dall'UMP verso l'FN: erano entrambi stati attratti dall' « idea di unione di tutti i Francesi, l'uguaglianza tra tutti i patriottismi, i valori difesi da Marine Le Pen ».
La coppia, molto impegnata, militava sul campo animando stand all'occasione di forum ed era spesso testimone di derive razziste in senso lato. Mentre alcuni condividevano quei valori patriotici e tradizionalisti, altri militanti se la prendevano con stranieri, omosessuali: « costatiamo che c'è uno scostamento tra il discorso di Marine e quello della base militante. Tale ambiguità permanente tra la vetrina ed il retrobottega specializzato in barzellette dubbie sugli arabi e gli omosessuali non era più sopportabile » .
« Volevo candidarmi con il mio cognome da nubile, Djelida. Mi hanno fortemente consigliato di privilegiare il cognome di mio marito, fino ad arrivare a dirmi che già il mio nome era quasi un handicap ». Racconta poi del disgusto provato nel sentire un quadro regionale del partito dirle: « Te e i tuoi bambini, siete buoni per il forno ! »
Suo marito ha inoltre scritto a M. Le Pen, evocando anche un responsabile del FN 31 che si vantava delle svastiche tatuate sul corpo del fratello nonché di essere « fiero di dire di essere figlio di un nazista », e citando un membro del dipartimento che affermava: « bisogna ammazzare tutti gli arabi » , poi un altro che detestava i gay e gli stranieri...
Dopo l'allarme lanciato dalla coppia, nessuna risposta diretta è pervenuta ai coniugi, né dalla direzione nazionale del partito, né dalla federazione dipartimentale.
Serge Laroze, responsabile storico del FN 31 e candidato al municipio di Tolosa deplora il fatto : « In tutti i gruppi umani ci sono inevitabilmente degli eccessi e non si possono controllare tutti quanti ». Ha inoltre espresso la sua diffidenza verso questo colpo di scena che sarebbe, secondo lui, una montatura per frenare l'ascesa del suo partito.
Qualche giorno dopo, il FN ha dichiarato di considerare questo episodio una vendetta locale ed ha deciso di denunciare la coppia per diffamazione.
Nadia Portheault non è la prima candidata Fn a dare le dimissione dopo aver constatato un divario tra il discorso del presidente del partito e quello dei miltanti. Anche Benoit Girard, due volte candidato e dimessosi nel 2011, spiegava al giornale L'Union : « Mi sono sentito a disagio di fronte a certi comportamenti xenofobi, perfino razzisti(...) Ho pensato, forse ingenuamente che l'arrivo di Marine Le Pen alla presidenza mi avrebbe potuto permettere di far esistere una linea diversa, più repubblicana e più sociale, orientate verso una linea di riconciliazione nazionale che volevo difendere... » un anno dopo, conclude che « il voto FN è più un riflesso anti-immigrato che un'aspirazione collettiva ad uscire da un sistema socioeconomico... »

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