Un'Ucraina nell'Ue? Solo con trasferimenti da 15-20 miliardi di euro annuali. Sapir

1632
Un'Ucraina nell'Ue? Solo con trasferimenti da 15-20 miliardi di euro annuali. Sapir

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Sulle vicende della crisi in Ucraina, l'economista francese Jacques Sapir offre un nuovo interessante punto di vista nel suo blog RussEurope, sostenendo come il ruolo decisivo giocato dai movimenti ultranazionalisti durante le dimostrazioni di piazza non è certo un buon segnale per il futuro del paese.
 
I risultati delle elezioni presidenziali del 2010, che hanno visto la vittoria di Victor Ianukovitch, hanno confermato che l’Ucraina è divisa non in due parti, ma in tre. Il governo ucraino deve basarsi sul consenso della maggioranza della popolazione, e questa non ha dato sostegno – eccetto che a Kiev – ai dimostranti. L’interesse economico dell’Ucraina sta molto più dalla parte dell’Unione Doganale Eurasiatica (con Russia, Bielorussia e Kazakistan) che dalla parte dell’Europa. Il commercio estero ucraino con Mosca non ha smesso di crescere e, significativamente, se le importazioni dalla Russia sono considerevoli, le esportazioni verso la Russia sono in aumento dal 2005.  L'export verso la Russia che rappresentava solo il 14% dell’export totale nel 2004, oggi è più del 22% del totale, con un incremento del 58%. Inoltre, si può vedere che queste esportazioni verso la Russia viaggiano in parallelo con quelle della Bielorussia e del Kazakistan. Questo dimostra il successo dell’Unione Doganale, che è comunque lontana dall’aver espresso il suo pieno potenziale.
 
Da questo punto di vista, e considerando che l'Unione europea è in stagnazione e che la sua domanda interna si sta addirittura contraendo in molti paesi, con l’eccezione della Germania, prosegue Sapir, è chiaro che il potenziale di sviluppo più importante si trova dalla parte dell’Unione Doganale. Se l'Ucraina decidesse di firmare un accordo con l'UE con l'esclusione di relazioni economiche con la Russia, l'UE dovrebbe compensare le industrie ucraine per una considerevole perdita di reddito. Questo porterebbe a un flusso di trasferimenti dai 15 ai 20 miliardi di euro annuali (in realtà 20 miliardi nel 2011).Detto in maniera brutale, sostiene l'economista francese, l'UE non ha più i mezzi per versare una somma del genere e la promessa di una rapida integrazione dell'Ucraina nell'Unione Europea non è possibile senza mandare in bancarotta l’intero sistema. 
 
L’Ucraina, come gli altri paesi, deve cercare di sviluppare il suo commercio con la Russia. Da questo punto di vista, l’adesione all’Unione Doganale rappresenta un importante progresso per le relazioni commerciali e potrebbe, nel tempo – e prendendo in considerazione la complementarietà esistente tra industrie russe e ucraine – consentire all'Ucraina di ripianare la sua bilancia commerciale. Inoltre, uno dei motivi del sostegno dell’Ucraina orientale al Presidente risiede proprio nell'importanza di questo scambio commerciale per le popolazioni dell’Est.
 
I dimostranti a Kiev hanno certamente buone ragioni per manifestare e il potere di Ianukovitch era senza dubbio profondamente corrotto, ma, conclude Sepir, non devono dimenticare che non rappresentano né la maggioranza della popolazione ucraina, né gli ovvi interessi della stessa. Per quanto riguarda gli eurocrati di Bruxelles e gli europeisti di tutte le sfumature, deve essere detto loro di “tener giù le mani” dall’Ucraina. Non cercate di provocare una guerra civile con imprevedibili conseguenze geopolitiche semplicemente in difesa dei vostri interessi particolari.
 
 
Per una traduzione completa dell'articolo si rimanda e si ringrazia Voci dall'estero

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke" di Paolo Desogus Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti