Vigliacchi!
Chi da oggi scrive che il voto al m5s è un voto congelato mente sapendo di mentire
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di Paolo Becchi
Con la sicurezza di farla franca, oggi Renzi ha deciso di non presentarsi all' incontro fissato con il M5S. Era un'occasione storica, che avrebbe consentito di frenare quella preoccupante deriva delle nostre istituzioni democratiche, di cui oggi si accorgono persino coloro che sino a ieri avevano chiesto ai loro lettori di votare in massa l'attuale presidente del Consiglio. E così, il domenicale di ieri di Scalfari sulla Repubblica era del tutto simile a quello scritto da Marco Travaglio sul Fatto quotidiano. E sul Corriere della sera, Luigi di Maio spiega, proprio sull' incontro che si sarebbe dovuto tenere oggi nel primo pomeriggio, in cui emergeva come il Movimento cinque stelle era disposto ad accettare otto dei dieci punti indicati da Renzi nel documento proposto. Esclusi solo i punti più presentabili: immunità e la riforma del Senato dei nominati.
L' opinione pubblica comincia ad avvertire la china scivolosa in cui sta cadendo il capo del governo e del PD. La luna di miele di Renzi pare già finita. Snobbando l'incontro di oggi con il M5S ha dimostrato tutta la sua arroganza ma anche la sua vigliaccheria. Avrebbe potuto fare la legge elettorale con una forza viva del paese che, con un gesto di responsabilità e sorprendendo un po' tutti, si era aperta al confronto politico e invece preferisce proseguire il suo accordo di sangue con un morto politico che lascia dietro di sé solo una scia di cattivi ricordi. Questa è la realtà. Chi da oggi scrive che il voto al m5s è un voto congelato mente sapendo di mentire.
Lo schiaffo al Movimento cinque Stelle è uno schiaffo dato ai nove milioni di italiani che a febbraio dello scorso anno lo hanno votato. E' uno schiaffo ad un'Italia che non si rassegna e che aveva in parte votato Renzi alle europee non certo per siglare un accordo con Berlusconi che rappresenta la rovina della nostra democrazia. Nonostante lo schiaffo subito, in conferenza stampa di Maio ha precisato come il Movimento cinque Stelle è ancora aperto il confronto politico nonostante la scorrettezza istituzionale gravissima da parte del PD ed il suo atteggiamento autoritario. Questa è la responsabilità politica di chi ha a cuore il futuro democratico del paese. Chi da oggi scrive che il voto al m5s è un voto congelato mente sapendo di mentire.
E Napolitano nel frattempo? Il presidente tace. Re Giorgio fa finta di non accorgersi del fatto che il capo del PD nonché del governo chiuda la porta in faccia all'unica forza di opposizione rimasta viva nel paese. Si sa è stanco non aspetta altro che le "riforme" vadano in porto per uscire di scena. Che con queste riforme, la democrazia sia messa a rischio non lo preoccupa.
La risposta istituzionale data da di Maio e Toninelli in conferenza stampa non poteva che essere questa, ma ora il Movimento si aspetta una parola guerriera da parte del suo capo.

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