"Visiterò Gaza in ogni caso", il primo ministro turco Erdogan
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Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha confermato la sua visita a Gaza nonostante la richiesta del Segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry di posticipare il viaggio. Erdogan non ha specificato la data della visita, chiarendo che la tempistica sarà decisa solo dopo il suo ritorno dal viaggio a Washington dove incontrerà il presidente americano Barack Obama il 16 maggio. Sia il premier Erdogan che il Vice primo ministro turco Bülent Arinc hanno criticato la richiesta di Kerry, definendola "discutibile, sbagliata e non corretta".
"E 'il governo che decide quando e dove il primo ministro o un funzionario turco possono viaggiare. Non siamo nella posizione di dover chiedere l'autorizzazione di nessuno", ha aggiunto Arinc. "Un ministro degli Esteri esperto non avrebbe mai avanzato una richiesta simile", ha continuato il vice premier.
Kerry aveva rivolto il suo appello ad Erdogan dopo un incontro con il presidente palestinese Mahmoud Abbas a Istanbul nel tentativo di accelerare il completo ripristino delle relazioni tra Turchia e Israele, nonché esplorare nuovi modi per rilanciare gli sforzi di pace in Medio Oriente, priorità della politica estera del presidente Barack Obama per il suo secondo mandato. Abbas vorrebbe convincere Erdogan ad annullare la sua visita a Gaza poichè l'Autorità Palestinese teme che tale visita potrebbe approfondire le divisioni già esistenti tra i due gruppi politici rivali palestinesi, Hamas e Fatah, conferendo maggiore legittimità internazionale ad Hamas.
Kerry aveva rivolto il suo appello ad Erdogan dopo un incontro con il presidente palestinese Mahmoud Abbas a Istanbul nel tentativo di accelerare il completo ripristino delle relazioni tra Turchia e Israele, nonché esplorare nuovi modi per rilanciare gli sforzi di pace in Medio Oriente, priorità della politica estera del presidente Barack Obama per il suo secondo mandato. Abbas vorrebbe convincere Erdogan ad annullare la sua visita a Gaza poichè l'Autorità Palestinese teme che tale visita potrebbe approfondire le divisioni già esistenti tra i due gruppi politici rivali palestinesi, Hamas e Fatah, conferendo maggiore legittimità internazionale ad Hamas.

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