Viviamo in un regime di sorveglianza orwelliano. Julian Assange
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In un'intervista a Europe 1, Julian Assange, co-fondatore di Wikileaks, difende i principi di trasparenza e di ricerca della verità. Per l'australiano, il lavoro di WikiLeaks non trasmette l'idea di una grande cospirazione globale, perché "ogni giorno pubblichiamo documenti sulle azioni concrete dei governi" e non su presunzioni. Quasi dieci anni dopo la prima pubblicazione di WikiLeaks, Julian Assange è infastidito dalle accuse di complottismo. Sul suo sito web, "non c'è nulla riguardo alieni, qualcosa del genere, ma manovre geopolitiche segrete che vanno contro l'interesse pubblico."
Un sistema di sorveglianza di massa. "Vediamo il graduale emergere di un vero e proprio sistema di sorveglianza di massa perfettamente orwelliano" denuncia Assange che specifica che il sistema "è realizzato principalmente dai governi statunitense e britannico, ma che unisce 38 altri paesi". Come ripete da due anni, Julian Assange ha espresso incomprensione per l'impassibilità generale. "E' su questo che le persone dovrebbero concentrarsi." " I telefoni e i dipositivi di di tutto il mondo sono sorvegliati con la collaborazione di aziende come Google," aggiunge il fondatore di WikiLeaks. "Credo che tutto questo renda il mondo molto vulnerabile e costituisca una vera e propria minaccia per il mondo contemporaneo ".
Il cyber-attivista australiano si rifiuta di puntare il dito contro un singolo nemico nella persona di Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti. "Sarebbe molto comodo credere che coloro che eleggiamo o no sono in realtà quelli che comandano, ma non è così", ha detto ai microfoni di Europe 1.
Assange : nous vivons dans "un régime de... di Europe1fr

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