Warren Buffett: "L'uscita della Grecia dall'euro non sarebbe una cattiva cosa".

E ora per Atene manca solo l'epitaffio di Soros per uscire dalla moneta unica

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Warren Buffett: "L'uscita della Grecia dall'euro non sarebbe una cattiva cosa".

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Il tycoon dei tycoon, Warren Buffett, ha dichiarato che la zona euro potrebbe sopravvivere ad una uscita della Grecia dall'area valutaria. “Se alla fine la Grecia dovesse uscire, non sarebbe una cattiva cosa per l'euro”, ha dichiarato in un'intervista a Cnbc martedì e oggi lo riporta Bloomberg. “Se tutti dovessero poi apprendere che le regole servono a qualosa e se c'è un consenso generale sulla politica fiscale tra gli altri membri, sarebbe una buona cosa”, ha proseguito. 
 
“Ho sempre pensato che l'euro avesse problemi strutturali fin dal momento della sua introduzione, ma questo non significa che deve fallire per forza”, ha proseguito. “Ti puoi adattare a questi problemi strutturali, ma forse alcuni paesi non si adatteranno e usciranno. Non è necessario che l'euro debba avere per sempre i membri che ha oggi”. 
 
Queste dichiarazioni seguono, riporta sempre Bloomberg, quelle di Charles Munger, vice presidente della Berkshire Hathaway Inc. di Buffett, che ha criticato la scorsa settimana i cittadini greci per il loro voto di gennaio, che è stato un duro colpo all'austerità imposta e al tentativo di negoziare un alleggerimento del suo debito.  “Non può continure con persone che vanno in direzioni così diverse. I tedeschi non possono continuare a finanziare i greci per sempre”, ha concluso Buffett.
 
“Ti puoi adattare ai problemi strutturali dell'euro”, il sunto del discorso di Buffett quindi. Più facile per un miliardario proprietario di hedge fund che specula su quei problemi strutturali che per le decine di milioni di cittadini dell'Europa del sud che fanno le spese della svalutazione interne e delle “necessarie riforme strutturali”.

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