Washington valuta una cooperazione con la Banca asiatica degli investimenti
L'AIIB rappresenta efficacemente l'inizio della fine per l'egemonia statunitense. ZeroHedge
La decisione della Gran Bretagna di chiedere l’ammissione all’Infrastructure Asian Investment Bank (AIIB) da membro fondatore ha indotto un certo numero di nazioni occidentali - Francia, Germanie e Italia - a manifestare la stessa intenzione prima della scadenza del 31 marzo per la richiesta di adesione. Poiché l'AIIB rappresenta efficacemente l'inizio della fine per l'egemonia statunitense, la Casa Bianca ha cercato con ogni sforzo di mettere in discussione sin dall'inizio la capacità di nazioni non G-7-di creare un istituto che possa funzionare in conformità con i propri "standard". Ora, con 35 nazioni che si apprestano ad entrare come fondatori, Washington sembra prepararsi ad ammettere la sconfitta.
Dal Wall Street Journal,
L'amministrazione Obama, di fronte alla sfida di alleati che hanno firmato per cofondare il nuovo istituto finanziario guidato dalla Cina, ha proposto alla banca di lavorare in partnership con istituzioni di sviluppo sostenute dagli Usa, come la Banca Mondiale.
Il sostegno degli Stati Uniti potrebbe anche aprire la strada per le imprese americane a fare offerte per i progetti della nuova banca.
in sostanza, riassume ZeroHedge, questa è solo la vecchia strategia del "se non riesci a batterli, unisciti a loro" nel tentativo di portare la AIIB nel gregge delle istituzioni multinazionali dominate dagli Usa.

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