Zimbabwe: La bozza costituzionale al vaglio di Mugabe e Tsvangirai

L’Unione Europea decide oggi sulle sanzioni imposte fin dal 2002

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Dopo tre anni di negoziati tra le parti, è stata ultimata la bozza di una nuova Costituzione, da sottoporre a referendum nei prossimi mesi, e che passa ora al vaglio degli uffici politici del Presidente Robert Mugabe e del Primo Ministro Morgan Tsvangirai
L’adozione di una nuova Costituzione rientra nell’accordo politico, firmato nel 2008 dai due principali partiti del Paese, lo Zimbabwe African National  Unity Patriotic Front (ZANU-PF) del Presidente e il Movement for Democratic Change MDC del Primo Ministro, da cui è nato l’attuale Governo di Unità Nazionale, GUN. Il GUN è nato per superare una profonda crisi economica e politica che affliggeva il Paese fin dagli inizi del 2000. Una volta adottata, la Costituzione servirà da quadro di riferimento per nuove elezioni generali che dovrebbe sancire la fine dell’attuale governo di larghe intese. Stando alle prime indiscrezioni, la bozza costituzionale prevede l’elezione diretta di un vice presidente, in concomitanza con elezioni presidenziali e legislative, e accorda al Presidente il diritto di dichiarare guerra, prerogativa mitigata però dalla necessaria approvazione della dichiarazione da parte del Senato e dell’Assemblea Nazionale.
Strettamente connessa all’approvazione del nuovo testo costituzionale è la decisione dell’Unione Europea di alleggerire le sanzioni in vigore contro lo Zimbabwe, ad eccezione di quelle nei confronti del Presidente Robert Mugabe e del suo entourage. La decisione è prevista per il 23 luglio.
Le sanzioni colpiscono decine di imprese e 200 persone tra familiari e dirigenti politici vicini al Presidente Robert Mugabe, tuttavia non impediscono all'UE di continuare ad inviare aiuti alla popolazione dello Zimbabwe attraverso organizzazioni internazionali e associazioni non governative. Le prime sanzioni europee contro lo Zimbabwe risalgono al 2002, a seguito di elezioni presidenziali caratterizzate da numerose irregolarità e dopo l’avvio di un programma di redistribuzione delle terre che aveva visto l'espropriazione delle terre di proprietà dei bianchi. 
Le sanzioni sono state più volte prorogate a causa della mancanza di progressi nell'applicazione dell'accordo politico globale firmato nel settembre 2008.  

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