Francia, Italia e Germania hanno deciso di aderire alla Banca asiatica degli investimenti. FT

Washington avrebbe fatto di tutto per evitare che nazioni occidentali entrassero nella Banca

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Francia, Italia e Germania hanno deciso di aderire alla Banca asiatica degli investimenti. FT

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Come vi abbiamo riportato solo ieri,

"in un altro colpo imbarazzante per l'egemonia del dollaro, l'America e la Gran Bretagna hanno appena vissuto uno dei momenti più bassi della loro "special relationship".

 
Il governo del Regno Unito ha infatti annunciato la sua intenzione di chiedere l’ammissione all’Infrastructure Asian Investment Bank (AIIB) da membro fondatore. 

In questo momento, gli Stati Uniti dominano il sistema finanziario globale.
 
Ma dopo anni di guerre senza fine, spionaggio, debito,  stampa di denaro, salvataggi e regolamenti folli, il resto del mondo ne ha avuto abbastanza. E sta cercando un'alternativa.
 
E la Cina sta offrendo una risposta.
 
Il sistema di pagamento internazionale cinese (CIPS) che dovrebbe essere lanciato il prossimo autunno fornirà alle banche il modo di trasferire fondi tra di loro senza dover utilizzare il sistema bancario degli Stati Uniti ... o il dollaro USA.
 
La Cina è anche promotrice sia della Banca dei BRICS (chiamata la Nuova Banca di Sviluppo nuovo, o NDB), così come dell'Asia Infrastructure Investment Bank (AIIB).
 
Entrambe sono banche multilaterali di sviluppo che mirano a porre fine al dominio della Banca Mondiale e del FMI. 

E ora, in quello che il Financial Times descrive come un duro colpo per gli sforzi degli Stati Uniti di tenere fuori dalla Banca asiatica degli investimenti i principali alleati occidentali, la Francia, l'Italia e la Germania hanno deciso di seguire le orme della Gran Bretagna e di aderire all'Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB). L'onda della de-dollarizzazione ha raggiunto le coste europee, scrive il blog americano ZeroHedge.

Da Wall Street Italia,

La notizia è stata inizialmente riportata dal Financial Times, che ha sottolineato come la decisione dei quattro alleati degli Stati Uniti di diventare membri dell'AIIB rappresenti un grande colpo diplomatico per Washington, dal momento che l'istituzione contribuirà a sostenere il potere di Pechino nell'area asiatica, molto probabilmente a spese degli Stati Uniti.
 
Il presidente del Parlamento dell'Ue, Martin Schulz, ha reso noto di guardare con favore all'adesione dei quattro paesi, ma ha tenuto anche a precisare che la banca dovrà conformarsi agli standard accettati su base globale. Nel frattempo Xinhua, l'agenzia di stampa di proprietà dello stato cinese, ha reso noto che anche la Svizzera, il Lussemburgo e la Corea del Sud starebbero valutando l'adesione all'organizzazione. 
 
L'AIIB è stata lanciata a Pechino lo scorso anno, con l'intento di stimolare gli investimenti in Asia nei settori del trasporto, dell'energia, delle tlc e delle infrastrutture, ed è stata subito considerata come una rivale, sia per la Banca Mondiale che per l'Asian Development Bank. La Cina ha comunicato all'inizio dell'anno che 26 sono i membri fondanti, principalmente dall'Asia e dal Medio Oriente. Il Giappone rimane il grande assente, mentre invece un altro schiaffo è arrivato dall'Australia, dal momento che il governo Abbott ha deciso di firmare a favore delle trattative volte ad aderire all'AIIB"

L'adesione dell'Australia alla Banca asiatica "rappresenta una sconfitta colossale per l'incompetente, distratta, maldestra diplomazia dell'amministrazione Obama in Asia", commenta su The Australian Greg Sheridan. 

 

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