Alti funzionari venezuelani hanno aiutato il capo dei capi della droga
Secondo Julio Montoya, parlamentare venezuelano dell'opposizione, il presunto narcotrafficante venezuelano, Walid Makled, descritto dalla giustizia statunitense come “il capo dei capi della droga”, ha creato il suo impero all'ombra della Rivoluzione Boliviana, con l'aiuto di funzionari che ancora esercitano grande influenza nel paese. Montoya ha dichiarato, durante un'intervista tenuta domenica scorsa, che “quella su Makled è forse l'operazione di narcotraffico più efficiente realizzata in America, più di quella su Escobar Gaviria – meglio conosciuto come Pablo Escobar - del Cartello di Medellin. […] Io non ho detto che il presidente Chavez, ne tanto meno il Partito Socialista Unito di Venezuela, siano tutti narcotrafficanti. Quello che ho detto è che un narcotrafficante è riuscito a penetrare talmente a fondo nello Stato venezuelano, che il governo deve essere il primo interessato a determinare quali sono stati i mezzi che ha utilizzato, perché sono stati tanto efficienti”. Secondo il deputato, i documenti ottenuti nell'appartamento di Makled dimostrano che l'uomo, una volta descritto come “un imprenditore della rivoluzione”, contava sull'appoggio diretto dell'ex magistrato del tribunale Supremo di giustizia, Eladio Aponte Aponte, destituito dal Parlamento la settimana scorsa.

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