Altro che "solidarietà europea", ormai è scontro totale Francia contro Germania. E questi sono gli schieramenti

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Altro che "solidarietà europea", ormai è scontro totale Francia contro Germania. E questi sono gli schieramenti

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di Giuseppe Masala

 

Parigi risponde al Dictat di Karlsruhe con un Ultimatum.


 

A consegnare quella che è una vera e propria richiesta di capitolazione incondizionata di Berlino è Madame Lagarde in un'intervista concessa ai quotidiani Corriere della Sera (Italia), Les Echos (Francia), Handelsblatt (Germania) ed El Mundo (Spagna).
 

Al di là delle parole di circostanza i punti dell'Ultimatum sono due:
 

1) Continuazione delle politiche monetarie non convenzionali della Bce ovvero completa disapplicazione di quanto prescritto nel Dictat di Karlsruhe scritto dalla Corte Costituzionale tedesca;
2) Riscrittura del Patto di Stabilità e Crescita prima della fine della sua sospensione. Ovviamente riscrittura in senso permissivo e dunque con politiche di finanza pubblica di ispirazione keynesiana.


Siamo allo scontro totale tra Parigi e Berlino. Quello che andrebbe capito è che la coalizione che vede a capo la Francia che si contrappone a quella guidata da Berlino non lotta per un'impuntatura teorica e di principio.


Lotta per la sopravvivenza.

La fine, o il netto ridimensionamento, delle politiche monetarie espansive da parte della Bce oltre che l'applicazione (anche se tra qualche anno) del Patto di Stabilità significano la fine di paesi come l'Italia e la Spagna e la loro trasformazione in lande desolate e protettorati politici. Per la Francia non andrebbe meglio, significa una riduzione a nuova Italia in balia dei mercati, la fine dell'indipendenza politica e la somministrazione di una continua politica austeritaria. C'è poco da fare, avere il 120% di rapporto debito/pil con saldo partite correnti pesantemente in passivo e Niip ugualmente fortemente negativo pone la Francia esattamente nelle stesse condizioni economiche dell'Italia del 2011 governata da Berlusconi.
 

Quella che si sta combattendo è una guerra con armi diplomatiche giustificata dalla realtà nella sua crudezza. Nessuna impuntatura ideologica, nessuna falsa coscienza, solo istinto di sopravvivenza. Evitare che l'Europa sia dominata dalla Germania e che i paesi latini diventino lande di poveracci che pietiscono due spiccioli e un posto di lavoro servile ai paesi vincenti. Tutta la retorica europoide, tutto il discorso sulla fratellanza di facciata è stato spazzato via dalla Natura e dalla Storia. Questo è quanto.


P.s. 

Coalizione francese: Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Belgio, Lussemburgo, Grecia, Slovenia.

Coalizione tedesca: Germania, Olanda, Finlandia, Lettonia, Lituania, Estonia, Austria, Slovacchia, Finlandia.

Non è curioso come i due schieramenti corrispondano in buona sostanza a quelli che si sono confrontati nella Prima e nella Seconda guerra mondiale?
E non è curioso che come nelle due precedenti occasioni l'Italia abbia una posizione ballerina?

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