Nella seconda conferenza “Amici della Siria”, i 70 rappresentanti governativi presenti domenica ad Istanbul hanno preso due decisioni importanti: riconoscere formalmente il Consiglio nazionale siriano ed aumentare il supporto militare ed economico ai ribelli. “Il Consiglio Nazionale Siriano è ormai riconosciuto come rappresentante legittimo del popolo siriano. Questo significa che il regime siriano agli occhi di questi Paesi non è più un rappresentante legittimo. Oggi il regime siriano è considerato un potere illegittimo” ha dichiarato Burhan Ghalioun, Presidente del Consiglio Nazionale Siriano. Non tutti i gruppi dell'opposiizione hanno accolto con favore la decisione, dato che in molti avevano criticato come inefficace la leadership del SNC.
Inoltre, nel comunicato finale della conferenza, i paesi – tra i quali Stati Uniti, Regno Unito e molti stati arabi - si sono impegnati a spedire aiuti economici ed equipaggiamento di comunicazione (ma non aiuti militari) ai gruppi d'opposizione in Siria ed intimato al regime del presidente Bashar al-Assad di adempiere completamente al processo di pace in sei punti proposto dall'inviato congiunto della Lega Araba e delle Nazioni Unite Kofi Annan. Il Segretario di Stato Hillary Clinton, ha dichiarato che il suo governo sta inviando "equipaggio di comunicazione che aiuterà i ribelli ad organizzarsi e sfuggire agli attacchi del regime e sta discutendo con gli altri paesi il modo per espandere questo supporto".
Il piano di armare i ribelli non ha incontrato un'approvazione unanime da parte degli stati arabi: l'Iraq ha già dichiarato che non si dovrebbe sostenere militarmente o finanziariamente i ribelli, “perché ciò causerebbe una crisi ancora peggiore nella regione”, come ha precisato il primo ministro Nuri Al-Maliki. Infine, la Turchia, che attualmente ospita più di 20 mila rifugiati siriani e centinaia di disertori, ha usato la conferenza per esporre la sua idea di creare una zona cuscinetto all'interno del paese se il flusso di persone in fuga dovesse divenire fuori controllo.
L'assenza di Cina, Russia e Iran ha reso la conferenza meno autorevole. Lunedì il ministro degli esteri russo Lavrov ha dichiarato che "le promesse di armare i ribelli contraddicono i scopi di una soluzione pacifica del conflitto”. Kofi Annan riferirà sempre lunedì al Consiglio di sicurezza dell’Onu per «fissare un limite temporale» al piano di pace.
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