Brexit: tra Beckett e mercato dei derivati

4594
Brexit: tra Beckett e mercato dei derivati



di Giuseppe Masala 


Neanche il genio di Samuel Beckett sarebbe riuscito a immaginare la vicenda della Brexit. Una vera e propria commedia dell'assurdo dove non accade nulla ma dove si concatenano colpi di scena mai risolutivi e anzi totalmente privi di significato reale. Tutto oscilla tra senso e non senso per precipitare in una inerzia dove anche il non sense perde il suo (non) significato.

Un giorno il Parlamento boccia l'accordo del Governo con la UE, il giorno dopo boccia l'ipotesi di un nuovo referendum, il giorno successivo viene bocciata anche l'ipotesi dell'uscita senza accordo. E così a ripetizione tra finti colpi di scena, richieste di rinvio, viaggi della May a Bruxelles dove però anche lì la cacofonia regna sovrana: dichiara Tusk, per essere smentito da Junker, a sua volta corretto da Barnier che però viene zittito dal commissario tal dei tali. Non fosse morto, il vecchio Samuel, guarderebbe stupefatto e ammirato a questo incredibile capolavoro letterario scritto dalla realtà.

Eppure se concentriamo la nostra attenzione sul retroscena del teatro tutto acquista un senso: dietro la narrazione assurda e insignificante si muovono interessi molto concreti. Senza dubbio tra questi interessi quelli della London Clearing House appaiono quelli più sostanziosi. Infatti la camera di compensazione londinese gestisce e intermedia contratti derivati per l'iperbolica cifra di tre mila miliardi di sterline al giorno. Precisamente la metà denominati in dollari e un altro quarto in euro. Qui sta il tema fondamentale: la Esma (Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati) di stanza a Parigi ha dichiarato che consentirà alle autorità britanniche di esercitare il controllo su questo enorme mercato fino a quando queste accetteranno le regole europee della stessa Esma.

Qui nasce il problema: gli americani della Cftc (Commodities Futures Trading Commission) hanno chiarito che non sono disposti ad accettare le regole europee che di fatto imporrebbe regole europee alle banche americane. Non si tratta di una questione di orgoglio nazionale ma di una questione che investe interessi enormi. Infatti le regole europee sui derivati sono molto più stringenti di quelle americane e birtanniche improntate ad un lassez faire tipicamente anglosassone. In buona sostanza il nodo della Brexit è tutto qui: se i britannici accettano le regole europee per il loro mercato dei derivati perderanno probabilmente l'enorme flusso di capitali proveniente dagli USA. Se non le accettano perderanno i flussi di capitali provenienti dall'Europa continentale e probabilmente vedranno nascere un mercato dei derivati concorrente a Parigi. Come uscirne? I britannici vorrebbero trasformare la City in una Singapore atlantica - in un vero e proprio paradiso fiscale e legale - che accontenti e incentivi i due convitati di pietra della Brexit a rimanere a Londra.

Ma ancora siamo in alto mare. La morale della favola è facile: quando sei di fronte ad una assurda ed incomprensibile commedia guarda nel retroscena, troverai interessi molto concreti.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti