Chi viene ucciso dai droni? La storia di alcune vittime

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Chi viene ucciso dai droni? La storia di alcune vittime


Non esistono parole per spiegare quanto sia tremendo vedere pezzi di corpi fatti a pezzi, ha dichiarato l’ingegnere yemenita Faisal bin Ali Jaber il 19 novembre ad un briefing del Congresso, durante il quale ha raccontato ai membri del Congresso come l’attacco di un drone avesse ucciso dei suoi parenti l’anno precedente.
 
Non erano trascorse nemmeno 24 ore dal matrimonio del figlio di Faisal ad agosto 2012, quando un drone ha lanciato un attacco proprio sul suo villaggio, uccidendo un fratello di Faisal, Sheik Salem Ahmed bin Ali Jaber, 49 anni, e suo nipote, Waleed bin ali Jaber, di 26 anni. Salem era un membro del clero che predicava contro l’estremismo di al-Qaeda, ragione per cui la sua famiglia temeva una violenta punizione da parte dell’organizzazione terroristica. Il padre di Salem lo intimava di smettersela di impartire prediche contro al-Qaeda. Ma evidentemente la lotta persistente di Salem non è stata sufficiente a proteggere la sua vita, spiega truthout.
 
Nessuno attualmente è in grado di chiarire le ragioni per le quali i parenti di Faisal siano stati uccisi, visto il velo di segretezza che riveste il programma sui droni. Barbara Lee, membro democratico del Congresso e rappresentante in California per il 13° distretto, a promuovere il “Drone Accountability Act” proprio in occasione del briefing: il documento contiene delle disposizioni a favore della trasparenza circa gli obiettivi dei droni e le motivazioni che conducono alla selezione di questi. Ma i colleghi della Lee non si sono dimostrati così entusiasti, ragion per cui la Camera controllata dai repubblicani ha respinto un provvedimento che chiedeva di calcolare quante vittime civili fossero state uccise in questi attacchi.

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