Cina. E' il Giappone il vero obiettivo dell'Adiz

1581
Cina. E' il Giappone il vero obiettivo dell'Adiz

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

di Diego Angelo Bertozzi

Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud hanno protestato contro la decisione cinese di creare una “Air Defence Identification Zone” (Adiz) nel Mar Cinese orientale. I primi, inoltre, hanno subito reagito inviando nella zona due B-52 senza tener conto delle misure di identificazione predisposte da Pechino, seguiti da una azione simile da parte degli altri due Paesi. Ma il vero obiettivo della Adiz sembra essere Tokyo. Per il Global Times - pubblicazione ufficiale legata al Quotidiano del Popolo - l’imperativo è infatti quello di contrastare le azioni provocatorie che potrebbero arrivare dal Sol Levante. Le espressioni usate nell’articolo sono assai chiare: “Se Tokyo invia aerei nella zona, saremo costretti ad inviare un nostro aereo. Se la tendenza continua, seguiranno probabilmente attriti e scontri e fino ad arrivare ad un clima di tensione simile a quello della Guerra Fredda tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica”. E il futuro delineato è certo preoccupante: “Siamo disposti a impegnarci in uno scontro prolungato con il Giappone. Il nostro obiettivo finale è quello di battere la sua volontà e la sua ambizione di istigare un confronto strategico contro la Cina”. 
 
Sulla stessa linea, anche se con toni meno duri, è anche Yan Xuetong, studioso di relazioni internazionali dell’Università Tsinghua, per il quale il Giappone rappresenta il vero problema perché ha adottato un “politica conflittuale”, intende “trascinare gli Usa in una politica di contenimento anti-cinese” e vuole rivedere la natura pacifista della propria Costituzione.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti