Cina. "L'esperienza inglese del 1800 deve essere il faro"
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Con il terzo Plenum della Commissione centrale del partito comunista riunito a Pechino, Barry Eichengreen sottolinea come la Cina si trovi in una fase epocale della sua storia. La sua crescita senza precedenti ha determinato una serie di squilibri: il paese ha sostenuto la produzione attraverso gli investimenti per oltre metà del Pil, anche se nessun paese può investire oltre un terzo del reddito nazionale per un periodo esteso. Il consumo è solo un terzo del Pil, rispetto ad i due terzi delle economie sane. Ed il tutto determina una grande diseguaglianza tra le campagne e le città e tra le elites politiche e le masse. La tensione sociale sta crescendo ed i leader politici non la percepiscono fino in fondo.
I leader cinesi riconoscono, prosegue il noto economista, l'esigenza di bilanciare l'economia puntando di più su consumo e domanda interna attraverso un maggiore sviluppo del settore dei servizi e vogliono rafforzare la sicurezza sociale, oltre che i diritti di proprietà dei contadini, ma temono che questo significhi meno crescita. E se questa dovesse rallentare ancora – è già passata dal 10% al 7,5% - la tensione sociale potrebbe aumentare. I leader esitano così nelle riforme richieste e gli squilibri aumentano. Ma non può continuare in modo infinito ed il sistema, sostiene l'economista, imploderà ed il tasso di crescita si interromperà.
Per evitarlo, i leader cinesi devono guardare all'esperienza della Rivoluzione Industriale del Regno Unito, quando il paese ha registrato una crescita economica comparabile per un periodo prolungato. Il tutto aveva però determinato alcuni gravi problemi similari a quelli della Cina di oggi: crescente diseguaglianza sociale, alienazione dei piccoli proprietari terrieri e sommovimenti nelle città per l'inquinamento e le condizioni di vita inumane per gli operai. Sono note le rivolte dei Luddisti ed i Swing Riots. I leader inglesi hanno risposto con un maggior Welfare - la New Poor Law del 1834 è solo un esempio - dando voce alla nuova classe media emergente – il Reform Act del 1832 ha dato il voto agli individui con almeno 10 sterline di proprietà - con un balanciamento dell'economia – l'abolizione nel 1846 del Corn Laws, che aveva determinato il declino dell'agricoltura e lo spostamento nel settore industriale e dei servizi – ed infine non hanno cercato di mantenere ad ogni costo il tasso di crescita più alto al mondo. Tutti questi fattori hanno permesso al paese un secolo di crescita sostenuto.
La Cina deve guardare a quest'esperienza inglese come fonte d'ispirazione. Ma, conclude Eichengreen, se il Plenum riuscisse ad ottenere anche solo la metà dei risultati politici dell'Inghilterra dell'800 avrà ottenuto un grande risultato.

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